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La mappa dei cimiteri paleocristiani in Sicilia tradotta dal tedesco dopo 110 anni

La minuziosa ricerca dell'archeologo bavarese Joseph Führer pubblicata a Berlino nel 1907. Ai Benedettini la presentazione della traduzione dell'opera scientifica che ebbe il plauso di Paolo Orsi

La mappa dei cimiteri paleocristiani in Sicilia tradotta dal tedesco dopo 110 anni

Gli arcosoli della Valle dei Templi

E’ stata tradotta in italiano dal tedesco dopo 110 anni la mappa completa dei cimiteri paleocristiani in Sicilia scritta dal misterioso archeologo Joseph Führer. Il volume sarà presentato mercoledì Monastero dei Benedettini (Coro di notte, ore 17,30) a Catania. Il volume dela titolo "Le sepolture paleocristiane in Sicilia"(Moondi Edizioni), era stato pubblicato a Berlino nel 1907.

In quasi 400 pagine raccoglie gli studi realizzati in Sicilia da Joseph Führer, archeologo bavarese scomparso prematuramente nel 1903 all’età di 55 anni, dopo aver mappato, sul finire dell'Ottocento, la geografia dei primi cimiteri cristiani nell'isola grazie a una borsa di studio e a successivi finanziamenti dell'Istituto Archeologico Germanico Imperiale.
Una antologia quella di Führer, dove il rigore e il puntiglio descrittivo dello scienziato cedono il passo, di tanto in tanto, alla visione stupefatta del viaggiatore del Grand Tour e alle sue descrizioni della natura e di quel paesaggio siciliano che, da quasi duemila anni, custodisce le pietre delle "città dei morti" di Siracusa; Priolo, Canicattini; Palazzolo Acreide; Contrada Sant'Elia; Ferla, Melilli, Lentini, Molinello, Cassibile, Spaccaforno-Rosolini; Cava d'Ispica; Santa Croce Camerina; Licodia Eubea, Chiaramonte-Gulfi; Granieri, Cittadella; Naro, Girgenti; Termini Imerese; Palermo; Carini; Lilybaeum-Marsala.

La traduzione è stata curata da Ilenia Gradante e Gianpiero di Maida. La presentazione sarà moderata da Mariarita Sgarlata (presidente del consiglio del Corso di laurea triennale in Beni Culturali ed ex assessore regionale ai Beni Culturali), autrice di un documentata introduzione al volume, interverranno Pietro Militello (presidente del consiglio del Corso di Laurea Magistrale in Archeologia), il reverendo Vittorio Rizzone (abate del monastero di San Martino delle Scale, Monreale, Pa ) e i curatori del progetto editoriale: l'archeologo Santino Alessandro Cugno e l'antropologo Giuseppe Garro. Introducono Marina Paino, direttrice del Dipartimento di Scienze Umanistiche (Unict), e Dario Palermo, direttore della Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici (Unict).

Ad arricchire la pubblicazione, ricostruendo il profilo umano e professionale di questo semisconosciuto studioso tedesco - il cui cognome, dalle inquietanti analogie con il dittatore nazista, deve aver influito non poco nella dispersione delle sue tracce nei decenni a seguire - c’è anche un testo a firma di Paolo Orsi, l'illustre archeologo trentino cui si deve l'ordinamento dell'omonimo museo di Siracusa, da lui diretto ininterrottamente dal 1895 fino al 1934.

I due lavorarono a fianco, per dieci mesi tra il 1894 e il 1895, mentre Paolo Orsi era impegnato a Siracusa a sterrare la catacomba di Vigna Cassia. Ed è qui che Führer getta le basi di quella che Orsi definisce"un'opera grandiosa" aggiungendo: "Nessuno meglio di me può dire delle fatiche e degli strapazzi compiuti da Führer per rilevare in ogni più riposto angolo quella città dei morti, per trarre fotografie delle pitture, apografi delle iscrizioni, per misurare, disegnare e vedere ogni particolare tectonico; intere giornate egli passava nelle umide gallerie, uscendone sovente grondante di sudore e di acqua; e fu qui che la sua fibra, per quanto fortissima, contrasse i primi germi del male che poi lo uccise".

Führer non arriva a pubblicare la sua ricerca, i cui testi sono supportati da oltre un centinaio di scatti fotografici dei siti la cui qualità è purtroppo deteriorata dal tempo. Fu la vedova Führer, qualche anno dopo, a raccogliere gli studi e a consegnarli all'amico Victor Schultze che, dopo averli riuniti in un corposo manuale, dà alle stampe il volume Die altchristlichen Grabstätten Siziliens a Berlino nel 1907.Da allora, l'opera non è stata mai tradotta in italiano né ristampata.

"Sin dalle prime battute - commentano i curatori Cugno e Garro - l'imponente opera di Führer ci mostra l'enorme portata del lavoro di impostazione teorica e di ricerca empirica che sono alla base di questa straordinaria mole di dati archeologici e topografici sui cimiteri urbani e rurali della Sicilia paleocristiana".

Mentre la professoressa Sgarlata sottolinea il pensiero "sorprendentemente moderno di Orsi" e la capacità di "fare sistema", già a fine Ottocento, fra scienziati di diversi Paesi, senza steccati istituzionali e con la grande apertura di chi voleva condividere ricerche e risultati: "Non è certo un caso - dice la Sgarlata nel saggio introduttivo - che la loro capacità di fare sistema ci abbia restituito la pagina più significativa degli studi sull'archeologia funeraria del primo cristianesimo in Sicilia".

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