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La fiction del momento, tutti pazzi (anche) per Alessio Vassallo

L'attore siciliano in "Sorelle" su Rai1 che fa boom: 6,5 milioni di spettatori

La fiction del momento, tutti pazzi (anche) per Alessio Vassallo

Alessio Vassallo e Anna Valle

Formatosi a Palermo, cresciuto con Agrodolce, Vassallo ha fatto il salto di qualità dopo l’Accademia Silvio D’Amico e nel 2012 ha interpretato al fianco di Michele Riondino Il giovane Montalbano nei panni di Mimì Augello (personaggio interpretato da Cesare Bocci in età matura nella serie con Luca Zingaretti).

Nella fiction con Anna Valle diretta da Cinzia Th Torrini, Alessio è Daniele, giovane avvocato d’origine siciliana assistente di studio di Chiara (Anna Valle) di cui è innamorato. Share 30%, 6 milioni di spettatori a puntata.

Soddisfatto?

«Sì. Un bel personaggio, Daniele è l’opposto del Mimì del Giovane Montalbano. Sono perso per Chiara sin dalla prima puntata mentre Augello è un fimminaro. Mi trasferisco a Matera e instauro un rapporto bello coi nipoti di Chiara iniziando a vivere a casa con loro per cercare di conquistare il cuore della Valle. La gente è impazzita per il mistero, mi ferma per sapere chi ha ucciso Elena».

Veniamo a Kemeid.

«Nella pièce noi bianchi partiamo per necessità dal nostro continente e approdiamo in una terra abitata da persone di colore ricchissime, che ci trattano malissimo. Viene ribaltato il punto di vista rispetto alla cronaca. Non ci poniamo il problema che gli altri siano diversi da noi mentre nella pièce siamo noi i diversi. “Sono venuto – mi diceva un ragazzo di colore in un centro d’accoglienza - spinto da mio fratello. Facevo lo speaker radiofonico. Io ce l’ho fatta e lui no”. Andremo nei teatri più importanti d’Italia e d’Europa – continua Alessio - mi auguro che Salvini venga a vedere lo spettacolo». Un altro degli interpreti è Fausto Russo Alesi di Palermo, attore ronconiano. Debutto il 26 aprile al Teatro Argentina. Il 27 marzo Vassallo è stato all’Argentina con Dieci storie proprio così spettacolo su antimafia e anticamorra scritto da Giulia Minoli.

Hai due film pronti, Taranta on the road e Il giorno più bello. Puoi anticiparci qualcosa?

«Il primo è una storia di clandestini tunisini che, per sfuggire alla polizia, s’infilano in un furgoncino dove ci siamo tre musicisti. Li portiamo in tour con noi, fanno i coristi ed ecco un caso di integrazione. E’ una commedia molto carina. Uscirà in contemporanea con lo spettacolo l’1 maggio». Regia di Salvatore Allocca, protagonista femminile Nabiha Akkari. Il giorno più bello prodotto da Raicinema è stato appena montato, la regia è di Vito Palmieri e Alessio Vassalo e Michele Venitucci sono protagonista di un matrimonio gay.

Credi nel ruolo della cultura?

«Moltissimo: porta lavoro, turismo. Montalbano ha creato nel Ragusano un’industria. Abbiamo città stupende: dovrebbero vivere di cultura. Stiamo per girare la nuova serie. L’altra volta alle Iene facevano vedere la casa di Pirandello al Caos con 20 custodi e un museo vicino Siracusa pieno di custodi ma dove ci piove dentro: fin quando la Sicilia si basa su scambi elettorali, resterà ferma. C’è voluto Pif a fare chiasso col presidente Crocetta per i disabili. Giustamente Crocetta dice che non tutto dipende da lui ma anche dai suoi predecessori. Basta coi favori: in Italia ma da noi ancora più!».

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