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Il viaggio immaginifico (fra terra ed olio) di Moschetti e Brunetti

Il viaggio immaginifico (fra terra ed olio) di Moschetti e Brunetti

Il viaggio immaginifico (fra terra ed olio) di Moschetti e Brunetti

Un successo all'insegna della favola e del surrealismo. Ha mantenuto le attese la mostra allestita da Gaia Moschetti e da Giuseppe Brunetti al Palazzo Orsini di Monterotondo (Rm) e realizzata con il patrocinio del Comune dal Lions Club Valle Tiberina in collaborazione del Lions Club Roma Parco Nomentum.

Diversi per età e universi sperimentali - scultrice lei, maestro della pittura ad olio lui - i due artisti hanno accompagnato i visitatori all'interno di un mondo bifocale, segnato da introspezione e immaginazione al tempo stesso.

Nel suo viaggio immaginifico Brunetti propone trenta opere accomunate dal gusto per il simbolismo animale e dall'aspirazione al trascendente. Piccoli elefanti sognanti e chiocciole con gusci espressione del divino che è anche nelle forme. Fino alle tele raffiguranti Noè e S. Francesco quali estremi difensori di tutti gli animali che popolano il Creato. 

Gaia Moschetti, in parallelo e in un gioco di commistioni con gli elementi pittorici, ha messo in vetrina la maturata conoscenza della tecnica giapponese del "neriage", fondata sulla mescolanza di argille e crete dalle diverse tonalità e reinterpretata dalla giovane artista romana in un'esplosione di segni, forme e smalti dai colori più vari. Un mondo fiabesco e dell'inconscio, spazzato dai venti del surrealismo ne il “Sogno di Picasso” e di rimandi all'universo infantile non solo occidentale, nel Cappuccetto rosso della “Antifavola”. 

 

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