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Jovanotti arriva «come un fulmine negli stadi d’Italia». Il 18 luglio a Messina

Jovanotti arriva «come un fulmine negli stadi d’Italia». Il 18 luglio a Messina

Lorenzo svela il megapalco del nuovo tour che farà tappa anche al San Filippo VIDEO

Jovanotti arriva «come un fulmine negli stadi d’Italia». Il 18 luglio a Messina

Ottocento metri quadri di schermo a led colorati di blu, giallo e rosso. Un palco di 80 metri che nasce da un fulmine la cui punta collega il palco primario ad uno secondario di altri settanta metri al centro dello stadio. C’è voluto un anno di lavoro per realizzare il palco per il concerto di Jovanotti e Lorenzo lo ha reso pubblico sui suoi profili social lanciando così il tour negli stadi. Il palco, per Jovanotti sarà «cuore di uno spettacolo che punta ad essere il più grande dopo il big bang! ». «Sto costruendo un concerto, uno spettacolo che così non lo avete mai visto! - dice - E siccome nella vita ho avuto il grande privilegio di poterlo fare, lo faccio: voglio che sia un’esperienza indimenticabile per me e che quindi lo sia per tutti quelli che verranno a vederci, una vera magia, una vera goduria! ».  

 

L’ispirazione è in una parola: rock‘n’roll, che da sostantivo diventa aggettivo qualificativo. Già dall’ultima data del tour, che ha trionfato nell’estate 2013, il desiderio era quello di costruire qualcosa di ancora più incredibile per la prossima volta, ed eccola la prossima volta. Dopo il backup ecco l’upgrade. «Avevo in mente i grandi palchi dei concerti che mi hanno fatto impazzire, i giganteschi spazi degli U2, o gli spettacoli come quelli di Springsteen, e quella cosa che riesce a trasformare uno stadio in uno spazio intimo dove è possibile il contatto. Penso agli Stones dell’81 di Let’s spend the night together… Ho lavorato sull’idea di un palco a colori, di uno spazio che sia il contrario del minimalismo. In un momento come questo il mio desiderio è quello di evocare la fantasia. Musica, regia, costumi, luci, effetti e visual ad altissima tecnologia».  

 

Lo spazio scenico dei concerti di Lorenzo è parte del racconto, e quest’anno il racconto va dritto al punto e il punto è dove si scatenano le emozioni. «Ho scelto il fulmine perché è contemporaneamente il passaggio tra il cielo e la terra, energia, elettricità, rapidità, meraviglia, velocità, luce nella notte ma è anche una crepa che dichiara la nostra fragilità che, dinamica e pericolosa, dichiara uno stato di assoluta precarietà delle cose. E a cavallo di questo crinale si arricchisce l’esistenza e quindi questo spettacolo. Anche il rock‘n’roll per certi versi è una crepa/fulmine.  

 

Questo è la funzione che mi piace attribuire a questo show: devi uscire con una motivazione in più, ricordando un fatto semplice: siamo vivi in questo momento, in questo pezzo di tempo che ci è dato da vivere e il fulmine è la crepa che segna il nostro passaggio di conoscenza. Lo spettacolo è questo: un ponte, un passaggio, un rito moderno laico per dire “ehi tu, sei vivo, sei qui, adesso sei qui! ”. È un rito…importante, intenso, liberatorio, unico».  

Non sarà uno spettacolo leccato e patinato, si nutrirà, di contrasti, con forza e semplicità. Qualche ingrediente random che ha nutrito la nascita del progetto: l’immaginario dei supereroi, Miyazaki, Adventure Time, Bollywood, le Superchicche, Burning Man, il motocross, l’Africa, i fumetti di Moebius, Zagor, il funk, i cartoon coreani, il cinema, la fantascienza, le arti marziali, le metamorfosi di Ovidio, il poema cavalleresco, Interstellar, Birdman, Mad Max, il finale di 8 1/2 di Fellini, la provincia, i film romantici, le officine dove si truccano i motorini, i videogame, la mitologia classica, Star Wars, il luna park, lo sport, il viaggio, i nativi americani, i bar sulle spiagge... e tutto quanto di misterioso c’è nelle cose che ci attraggono senza sapere il perché.  

 

«Rispetto al 2013 ho riconfermato tutta la squadra - conclude Lorenzo - Quello spettacolo funzionava molto bene e questo gruppo di persone può fare ancora di più, è una band fortissima, siamo una squadra da finale di Champions e i titolari sono tutti in campo».  

 

 

 

 

La band si arricchisce della presenza del diciannovenne Daniele Bronzini, fenomeno della chitarra scoperto in un bar di Pisa dal chitarrista storico Riccardo Onori, insieme a Saturnino, musicista di riferimento di Lorenzo da oltre dodici anni. Ecco i nomi: Saturnino (basso); Riccardo Onori, Danny Bronzini (chitarre); Franco Santarnecchi (paino); Christian “Noochie” Rigano (tastiere); Gareth Brown (batteria); Leonardo Di Angilla (percussioni); Federico Pierantoni (trombone); Glauco Benedetti, Mattia Dalla Pozza (sax); Marco Tamburini (tromba). S’inizia il 20 giugno allo Stadio del Conero di Ancona, appuntamento in Sicilia il 18 luglio al San Filippo di Messina.

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