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La riscossa degli hipster: se baffi e barba fanno la differenza

La riscossa degli hipster: se baffi e la barba fanno la differenza

Fino a poco tempo fa la barba era bandita dagli ambienti chic, ora se non c’è barba non c’è storia

La riscossa degli hipster: se baffi e la barba fanno la differenza

Fino a qualche mese fa era di massimo tre giorni e regalava al maschio catanese una sensazione di attrattiva virilità, di sicuro successo sulle donne che ne portavano i segni arrossati sulle loro candide goti dopo le effusioni amorose, o, per i playboy, meramente sessuali.  

 

Oggi la barba è diventata folta, ampia e vaporosa e viene curata con fare maniacale a forza di trimmer (apposite macchinette regolatrici) dai possessori su mento e collo. Per Salvatore Pappalardo, che la porta nel cosiddetto stile “hipster” e con baffi a manubrio alla Salvador Dalì (sarà il nome?) - 24 anni, speaker radiofonico - la barba è una tradizione sin dalla gioventù, quando era lunga ma mai folta. «In realtà sono partito con i baffi e adesso mi ritrovo con la barba scolpita e i baffi all’insù. Per me è un ritorno alla tradizione vintage degli anni Settanta e Ottanta, dove la barba faceva ‘macho’».  

 

Ma allora davvero si cucca di più con un viso irsuto piuttosto che glabro? «Per mia esperienza sì: questo tipo di barba piace ad almeno il 70% delle donne! » Certo è che in molte culture, soprattutto orientali, la barba rappresenta un vero e proprio elemento di espressione esteriore della dignità virile e nell’antica Grecia veniva ritenuta segno di forza e mascolinità. A Roma assunse una notevole importanza il rito della “depositio barbae”, ossia il primo atto di rasatura del giovane. Presso gli Ebrei il taglio della propria barba era considerato un atto sacrilego, mentre il taglio di quella altrui era considerato un gesto degradante per chi lo subiva.  

 

Testimonial famosi in tutto il mondo con proseliti di tutte le età sono Gesù Cristo e Babbo Natale. E se Sandra Mondaini si lamentava con il marito Raimondo Vianello riguardo alla noia quotidiana con la frase ‘che noia, che barba, che noia! ’, metaforizzando la peluria facciale con la fastidiosa routine, per Martina Famoso - 23 anni, commis di sala - questo tipo di barba «non è altro che una moda passeggera che finirà presto. A me non piace, preferisco una barba incolta o meglio ancora senza e confrontandomi con le mie amiche, loro sono d’accordo con me». Come lo è d’accordo Amelia Fiore, 21 anni, addetta alle vendite in una profumeria: «Ma finiamola con queste barbe lunghe solo per seguire le mode, per sentirsi vintage, in stile fine anni del secolo scorso! Alcuni sembrano dei barboni pur di essere trend! Viva l’uomo sbarbato, liscio… che non punge! »  

 

Ma come si cura la barba? Quanto tempo richiede? La si ‘aggiusta’ quotidianamente oppure ogni settimana? Per Gianluca Montagna - 30 anni, dj e musicista - «la barba dovrebbe essere sistemata giornalmente. Ma basta, dopo un ricondizionamento generale operato da un barber professionista, lavarla un paio di volte a settimana e oliarla quasi giornalmente. Si usano shampoo e olii adatti.   Per me non è uno status simbol. È parte di me, come lo sono i capelli. Se la fai crescere per moda sei uno sfigato. Bisogna sentirla, volerla e fregarsene dei giudizi altrui. Sfoggiarla e curarla. Che uomo saresti senza barba? » «Un uomo curato, raffinato ed elegante - sostiene Enzo Stroscio - 60 anni, editore - Personalmente mi rado ogni mattina e vedere tanti ragazzi che sembrano talebani sinceramente mi fa impressione, anche se ad alcuni sta bene». Lui ha vissuto il periodo dell’uomo che non deve chiedere mai, quello che attirava le donne grazie al viso levigato e odoroso di ‘musk’.  

 

Ma farsi la barba ogni mattina non è una croce? «La tecnologia aiuta: siamo passati dalle lamette intercambiabili alle usa e getta e finalmente oggi esistono rasoi elettrici di massima affidabilità e precisione, monorotaia o a tre testine, che consentono una rasatura perfetta, ed è bello prendersi cura del proprio viso con lozioni e creme che lo rendono gradevolmente profumato». Chissà da che parte starebbe oggi Federico I Hohenstaufen - imperatore del Sacro Romano Impero - altrimenti detto ‘Barbarossa’.

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