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Dall’11 giugno,la parodia Disneydel siculo commissarioMontalbano

Dall’11 giugno, la parodia Disney del siculo commissario Montalbano

Topalbano mette insieme le due icone Camilleri: «E’ stato meglio del Nobel»

Dall’11 giugno, la parodia Disney del siculo commissario Montalbano

«Da bambino i miei personaggi preferiti erano Topolino, Minnie, Pluto, Pippo, Clarabella. Quando ho visto “Topalbano” disegnato mi sono emozionato tantissimo, è stato molto meglio del Nobel. Nella mia famiglia è piaciuto a tutti, le tavole sono passate di mano in mano tra figli e nipoti. E poi è una storia ben congegnata, divertente». Commenta così lo scrittore Andrea Camilleri il volume “Le avventure di Topalbano”, edito da Panini/Disney e presentato in anteprima a Catania in occasione della quinta edizione di “Etna Comics”.  

 

La pubblicazione (disponibile dal prossimo 11 giugno) raccoglie due storie, “Topolino e la promessa del gatto” e “Topolino e lo Zio d’America”, originariamente stampate sul celebre settimanale per ragazzi. Sceneggiate entrambe da Francesco Artibani e disegnate rispettivamente da Giorgio Cavazzano e Giampaolo Soldati, esse rappresentano ottimi esempi di “parodie in chiave Disney”, una vera e propria specialità del fumetto italiano.  

 

Ne abbiamo parlato con Valentina De Poli, direttrice di “Topolino” e ospite alla kermesse etnea. «Quando in redazione arrivarono i primi bozzetti di “Topalbano” - ci spiega - rimasi molto sorpresa: sembrava davvero di trovarsi in Sicilia. Cavazzano, oltre a essere un grande maestro, è un vero amante della vostra isola, che ha trovato un suo spazio all’interno della narrazione disneyana. L’abbinamento Montalbano - Topolino, poi, mette assieme due vere icone con molti tratti in comune».  

 

A differenza di quanto fatto con altre parodie, in Topalbano il protagonista del romanzo originale non è stato interpretato da Topolino, una scelta votata a preservare la forte identità di entrambi i personaggi. I due dividono piuttosto la scena, interagendo e creando spesso delle irresistibili gag. «Pur cercando di esaltare sempre la parte letteraria - continua Valentina De Poli - il registro delle nostre storie non dimentica mai di fare sorridere il lettore.  

 

Nella seconda storia, ad esempio, portare la sicilianità di Topalbano nella terra di Topolino è un espediente interessante, che rende il personaggio più buffo e la storia più divertente». Ma come nasce una parodia Disney? E cosa rende queste riletture così speciali e gradite dal pubblico? «Il punto - continua la direttrice - è che non basta pensare a una mera trasposizione di un testo, cambiare i nomi ai protagonisti e disegnarli con le orecchie di Topolino o il becco. Le storie vanno reinterpretate rispondendo a canoni precisi, gli stessi che normalmente consentono ai nostri personaggi di recitare».

 

La tradizione delle parodie Disney è iniziata nel lontano 1949 quando Guido Martina (un ex professore di lettere e filosofia divenuto sceneggiatore) e Angelo Bioletto (disegnatore delle figurine de “I Quattro Moschettieri”, ispirate all’omonima trasmissione radiofonica) realizzano “L’Inferno di Topolino”. “Verseggiata” in terzine rimate in omaggio al sommo poeta (lavoro per il quale a Martina verrà concessa la firma nella tavola d’apertura, un riconoscimento eccezionale per l’epoca), la storia ha come intento quello di satireggiare bonariamente l’Italia del dopoguerra ed è ricca di sketch, come quelli sulla scarsa funzionalità dei fiammiferi del Monopolio e sulla necessità di prendere il treno in corsa.  

 

Questa linea sarcastica, tuttavia, fu ritenuta un po’ troppo “forte” per i lettori e, a riprova di ciò, l’ultimo endecasillabo - “Dio protegga l’Italia e così sia”, quasi un religioso augurio di riscatto per l’Italia della ricostruzione - fu cancellato dalle successive ristampe. Ciononostante, il successo di questa prima rilettura a fumetti di un classico della letteratura diede il la a una lunga serie di esperimenti, sempre più affinati e amati dai lettori. Da “I promessi paperi” a “Guerra e Pace”, dal “Canto di Natale” a “Paperino e il Conte di Montecristo”, i migliori sceneggiatori e disegnatori di varie epoche si sono confrontati con una sfida divenuta tradizione, ritenuta portante ancora oggi dal nuovo editore (dall’ottobre 2013 Topolino è stampato dalla “Panini”). «Negli ultimi anni - continua la direttrice del settimanale - i nostri autori hanno dato prova quasi miracolosa delle loro capacità, riuscendo ad adattare egregiamente testi difficili come “Dr Jekill e Mr Hide” e “Dracula” (entrambi della coppia Enna e Celoni), ma anche “Moby Dick” (di Artibani e Mottura). Il nostro obiettivo è, in questo senso, superarci sempre».  

 

La prossima prova sarà un fumetto liberamente ispirato al romanzo di Kerouac “On The Road” che sarà pubblicato il prossimo 24 giugno ed è stato realizzato da Fausto Vitaliano (sceneggiatura) e Paolo Mottura (disegni). «Si tratta - conclude Valentina De Poli - di una storia davvero molto emozionante. Naturalmente non è stato possibile guardare a tutti gli aspetti del romanzo originale, ma le parti trattate, oltre che del viaggio, raccontano di un’amicizia vera e commovente». E quale volto migliore per parlare di amicizia se non quello del topo più amato di sempre?

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