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Le vie catanesi come percorsi di guerraper i pedoni: ecco alcune soluzioni

Le vie catanesi come percorsi di guerra per i pedoni: ecco alcune soluzioni

Parte il tavolo tecnico del Comune per un piano di interventi sulle arterie più pericolose

Le vie catanesi come percorsi di guerra per i pedoni: ecco alcune soluzioni

Vie come percorsi di guerra. Strade dove si sfreccia a tutta velocità e dove non vengono rispettati i pedoni né la segnaletica orizzontale e verticale. Catania diventa così una “giungla” dove l’incidente, anche mortale, può avvenire ad ogni metro e dove pattuglie e autovelox non bastano a garantire una mobilità sicura.   Parte da qui il tavolo tecnico della commissione comunale alla Viabilità per un piano di interventi sulle arterie più pericolose, da San Giovanni Galermo a Vaccarizzo, da Cibali a Picanello, da Barriera a Librino. «Controlli delle forze dell’ordine, manutenzione costante e senso civico rappresentano una condizione essenziale per migliorare la mobilità in città - afferma il presidente della commissione Carmelo Sofia - dagli studi effettuati ci siamo resi conto che uno dei problemi principali riguarda il nuovo sistema di illuminazione che, come al viale Mario Rapisardi, rende la strada, la sera, visibile solo per pochi metri: il resto della corsia, invece, è quasi completamente al buio. Capitolo a parte spetta all’autovelox: l’automobilista sulla circonvallazione o in via Don Minzoni si accorge della sua presenza e guida rispettando i limiti di velocità solo per pochi metri. Scampato il pericolo ritorna a pigiare sull’acceleratore.   Soluzioni? Per ora valutiamo alcune proposte - continua Sofia - tra queste c’è la possibilità di realizzare, sui lunghi rettilinei, delle cunette. Opere meno invasive rispetto ai dossi ma efficaci per ridurre il rischio dell’alta velocità». L’intera circonvallazione, il lungomare, viale Africa, corso Italia, viale Mario Rapisardi, via Leucatia, via Etnea, via Sebastiano Catania, via Don Minzoni, via San Giovanni Battista, via Due Obelischi e via Acicastello, queste le strade dove si registra il maggior numero di incidenti nel corso dell’anno.   «Le strade di San Giovanni Galermo, Monte Po, Villaggio Goretti, vanno riqualificate accuratamente - sottolinea il consigliere comunale Giuseppe Catalano - la via Don Minzoni, per esempio, è talmente pericolosa da essere conosciuta in tutto il territorio come la “strada della morte”, con decine di incidenti negli ultimi anni». In una città che ha sempre avuto grandi difficoltà di viabilità, e che quotidianamente deve fare i conti con migliaia di autovetture che ogni giorno si riversano sulle sue strade, a presentare maggiori incognite sono soprattutto i quartieri della fascia esterna cittadina.   «La causa principale dei sinistri - dice Giovanni Oliva, funzionario responsabile antinfortunistica dei vigili urbani - è il mancato rispetto dei limiti di velocità e della segnaletica orizzontale e verticale. Non solo, tra automobilisti e centauri “latita” pure la prudenza e l’attenzione verso le precedenze ed i pedoni che attraversano la strada. Molto spesso predomina una condotta di guida finalizzata solo a percorrere la via nel minor tempo possibile, anche effettuando manovre pericolose o sorpassi azzardati. La conseguenza inevitabile - prosegue Oliva - è che la minima distrazione provoca incidenti in pieno giorno e in condizioni di traffico che, all’apparenza, non presentano nessun tipo di difficoltà».

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