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Tutti i numeri della “Catania Jazz Marathon”

Tutti i numeri della “Catania Jazz Marathon”

La kermesse per cinque giorni ha animato il cortile dell’ex Monastero dei Benedettini
Tutti i numeri della “Catania Jazz Marathon”
«Ancora una volta Catania dimostra di essere una città vitale, curiosa, frizzante. Prima o poi le bollicine libereranno la città». Ha affidato il suo entusiasmo per la buona riuscita della kermesse a una nota diffusa sul web Pompeo Benincasa, direttore artistico della Catania Jazz Marathon. 25 ore di musica, 21 band, oltre 80 musicisti: questi i numeri di una rassegna che per cinque giorni ha animato il cortile dell’ex Monastero dei Benedettini, inondandolo con tutti i colori del jazz.   Alla fine della serata di venerdì - ultimo appuntamento - la commissione formata dai giornalisti Enzo Fugaldi («Musica Jazz»), Giorgio Romeo («La Sicilia») e Gianmichele Taormina («Jazzitalia»), dal fotoreporter Paolo Galletta («Jazz It») e dai musicisti Francesco Cusa e Paolo Sorge, ha selezionato cinque gruppi ritenuti particolarmente meritevoli d’attenzione, che si esibiranno durante le nuove stagioni di alcuni dei 16 festival partner del progetto. Si tratta del quartetto del batterista Emanuele Primavera (con Raffaele Genovese, piano; Carmelo Venuto, contrabasso; Alessandro Presti, tromba), il quintetto del contrabbassista Giuseppe Campisi (con Leonardo Marino, piano; Giacomo Tantillo, tromba; Francesco Patti, sax; Marcello Arrabito, batteria), i «We 5» (Valerio Rizzo, pianoforte; Giuseppe Cucchiara, contrabbasso; Paolo Vicari, batteria; Giacomo Tantillo, tromba; Francesco Patti, sax), la band della cantante Chiara Minaldi (con Nicholas Vella, piano; Davide Inguaggiato, contrabbasso; Fabrizio Francoforte, batteria) e il trio del pianista Sam Mortellaro (con Angelo Minacapilli, basso; Nino Pettineo, batteria).   A questi gruppi si aggiungeranno quelli selezionati nella «coda» prevista per settembre, alla fine della quale, inoltre, Catania Jazz sceglierà tre progetti da inserire nel proprio cartellone 2016. Durante i ringraziamenti di rito, venerdì, Benincasa ha poi spiegato le modalità della collaborazione con Puglia Sounds, unico ente ad aver contribuito economicamente al progetto: «Vedere il logo in locandina potrebbe aver confuso qualche spettatore ma, naturalmente, la Puglia non ha finanziato un’associazione di un’altra regione. Si tratta, semplicemente, di contributi che il programma stanzia ai festival che coinvolgono artisti pugliesi (come Gaetano Partipilo & The Auanders) una strada che si sta dimostrando molto valida e che sarebbe auspicabile seguire anche qui in Sicilia».   Intanto però, la Marathon, grazie anche alla collaborazione con l’Università di Catania - e il suo programma “Porte Aperte” - sta già dando i primi frutti: vedere un pubblico così giovane prendere parte a un festival jazz è oggi una vera e propria rarità, e un piccolo grande auspicio per il domani.

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