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A San Cataldonell’orto dei “giganti”tra zucche e pomodorida Guinness dei primati

A San Cataldo nell’orto dei “giganti” tra zucche e pomodori da Guinness dei primati

Un pensionato coltiva ortaggi extra-large: ecco tutti i suoti segreti

A San Cataldo nell’orto dei “giganti” tra zucche e pomodori da Guinness dei primati

SAN CATALDO - Pomodori grandi come zucche e zucchine dell’altezza di un essere umano: nella periferia di San Cataldo, in provincia di Caltanissetta, sembra di essere nella terra dei “giganti”. E’ la suggestione che si prova visitando l’orto di Giuseppe Marcenò, un pensionato di 79 anni che per hobby fa il coltivatore, dove crescono prodotti della terra “extra-large”. In contrada Roccella, dove vive con la propria famiglia, Marcenò si diletta nella coltivazione tra le altre cose di zucche, zucchine e pomodori. Venerdì è stato giorno di raccolta e così sulla bilancia è finito un pomodoro enorme: un “testone rosso” da 1 chilo e 100 grammi. Si tratta di un “Costoluto”, una variante del “Cuore di bue”: un tipo di pomodoro che ha origine solo in Toscana. Ebbene, di questi ortaggi da record il pensionato sancataldese ne coltiva in buona quantità.   Lo afferma e lo sottolinea, Marcenò: «Per i miei ortaggi non uso diserbanti né concimi, finiscono direttamente sulla mia tavola, non vanno in commercio». Ex imprenditore, da circa quindici anni si dedica alla campagna. «Mi ha spinto la passione per la coltivazione» - spiega Marcenò, esponendo la propria tecnica: «Il mio terreno si trova in pendenza e ciò è importante, in quanto io non verso l’acqua sugli ortaggi in superficie, ma uso una tubazione sottoterra: in questo modo, le radici vanno in profondità a “cercare” l’acqua. Basta un’ora d’acqua alla settimana».   E’ così che nascono pomodori buoni per preparare mega-insalate o per condire numerose porzioni di pasta: «Coltivo anche zucchine e posso dire che, un anno fa, ne è maturata una lunga un metro e settantadue centimetri». Quella per gli ortaggi non è l’unica passione di Giuseppe Marcenò. Il pensionato ha anche scritto tre libri: uno sulle contrade del territorio sancataldese, uno sui nomignoli (ne ha contati ben 146) ed uno sulla storia della propria famiglia dal 1883 ad oggi. Evidentemente, gli piace fare le cose in “grande”.

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