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«A mani nude», il libro che racconta la “fatica” che (con il talento) può portare al successo

La storia di Besnik Harizaj, artista albanese che ha trovato a Caltagirone la sua patria, raccontata dalla docente catanese Lucia Andreano

«A mani nude», il libro che racconta la “fatica” che (con il talento) può portare al successo

Besnik Harizaj con Lucia Andreano

C'è un cammino per tutti, per tutti c'è una speranza. Anche quando questo percorso è maledettamente accidentato, quando nasci in una terra che sembra non volerti, che ti respinge, in cui per affermare il tuo talento artistico devi faticare sin da bambino. Per studiare, per non finire nei campi a fare il contadino, per non restare imprigionato nei meccanismi dello Stato, per non doverti rassegnare ad essere uomo di caserma o uomo di partito. Quindi il talento artistico, la maestria artigiana, la cattedra all'accademia delle Belle Arti di Tirana, l'avventura in Grecia, lo sbarco da clandestino, dall'Albania in Sicilia, nel cuore degli anni '90. E giorni, settimane, mesi passati a raccogliere frutta nei campi di Grammichele. E la sera a far piccoli lavori con l'argilla, i primi passi nelle botteghe artigiane di Caltagirone. Sino alla regolarizzazione della sua posizione in Italia, il sogno di avere una bottega tutta sua, il lavoro oltre la diffidenza iniziale. Il successo.

 

Condensato in questi punti essenziali c'è il libro scritto dalla docente catanese Lucia Andreano, che racconta in “A mani nude, la memoria della terra nel cammino di Besnik Harizaj”, la storia, appunto, di Besnik Harizaj, (edito da Duetredue edizioni) artista albanese che ha trovato a Caltagirone la sua patria e la sua realizzazione umana e professionale. Ma, particolare importante, nel libro non c'è il successo di Besnik, ma, appunto, la fatica.

 

“Era quella che mi interessava raccontare – spiega Lucia Andreano – quel percorso iniziato nelle campagne dell'Albania ancora sotto il regime comunista, gli sforzi di Besnik che ha dovuto lottare anche contro le scelte che gli volevano imporre la sua famiglia prima e lo Stato dopo. Ma dentro di lui c'era un talento artistico straordinario, quello che gli ha dato la forza di lottare per raggiungere i suoi obiettivi. Sì, oggi è un ceramista conosciuto in mezzo mondo, le sue opere sono nei film di Verdone, nelle vetrine di Dolce&Gabbana, esposte e comprate in America. Ma la parte più intensa è quella che porta sino all'imbocco di questa via che segna il successo”.

 

A Mani nude è stato presentato in anteprima a New York, al Consolato Generale italiano, a Catania nel corso del festival mare Liberum, side event del G7 di Taormina e nei giorni scorsi, naturalmente, a Caltagirone, la città che ha restituito a Besnik quell'identità che si era smarrita o confusa negli anni passati. Per Besnik un piccolo trionfo personale: “E' molto bello vedere qui in libreria tanta gente venuta a scoprire questo libro. Io spero che la mia storia sia un momento educativo per chi la legge, perché dentro c'è tutta la sofferenza che ho vissuto, i sacrifici fatti tutta quella strada che ho percorso. E non è importante che oggi io abbia successo, ma che sia arrivato sin qui. E se sono arrivato io, beh può arrivarci chiunque”.

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