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È cacciaai francobolli:i tabaccainon li ordinano più

È caccia ai francobolli: i tabaccai non li ordinano più

Volori bollati sempre più difficili da trovare nelle rivendite: eppure c’è ancora chi li cerca

È caccia ai francobolli: i tabaccai non li ordinano più

Francobolli, è caccia al tesoro: perché sono sempre più difficili da trovare. Non parliamo di pezzi da collezione, ma dei normali tagli da 80 centesimi. I tabaccai ne vendono sempre meno e ormai molti non si riforniscono neanche più. In certe zone sono introvabili. Se andate in tabaccheria a comprare dei francobolli, potreste sentirvi dare questa risposta: «Non ne abbiamo, non ne ce sono, provi all’ufficio postale».  

Nel tempo dell’email, della posta elettronica certificata e dei documenti che viaggiano online, quei quadratini dentellati di carta-valore fanno sentire il peso della loro mancanza. Certo, è vero che li usiamo sempre più di rado e persino i turisti alla cartolina ormai preferiscono il selfie o una foto con il cellulare, da spedire via Whatsapp a parenti e amici. Ma c’è chi ancora preferisce la “vecchia” e romantica pratica della cartolina e allora parte una vera e propria caccia al tesoro tra gli esercenti, fino al passaggio dagli uffici postali.  

E poi, chi ha bisogno di spedire una lettera, non ha alternative: o trova l’agognato rettangolino adesivo, o non la spedisce affatto. Una situazione che va avanti da quando sono entrati in vigore gli ultimi aumenti. Peraltro l’autunno potrebbe portare anche una revisione delle tariffe postali con il ritorno della posta ordinaria e un aumento delle tariffe dei francobolli da 80 centesimi a 95 centesimi.  

Se sulle nuove tariffe e sul momento in cui verranno introdotte c’è ancora qualche incertezza, sicuro è invece il ripristino della posta ordinaria, abolita per decreto nel giugno del 2006. A quel tempo costava 45 centesimi. Al suo posto fu introdotta la tariffa unica (a 60 cent) a cui fu trasferito il nome della sola affrancatura rimasta a quei tempi, vale a dire quello di posta prioritaria. Ogni anno Poste Italiane vende 20 milioni di francobolli (tra questi ci sono le serie con tirature medie di 800 mila stampe per 45 l’anno). Se i tempi sono cambiati, dicevamo, e le nuove tecnologie, con mail, Facebook e Whatsapp hanno sostituito le vecchie lettere e cartoline, per molte persone resta la necessità di ricevere la posta nei tempi giusti con la tariffa ordinaria. Per questo, nove anni dopo la sua soppressione, la posta ordinaria tornerà nelle buche delle lettere.  

«La richiesta di francobolli, più che diminuire sta proprio crollando - spiegano dalla Federazione italiana tabaccai -. Se una volta questo era il core-business, adesso i tabaccai ne vendono sempre meno. Di conseguenza molti hanno smesso di ordinarli». Le Poste dunque non sembrano avere responsabilità, visto che gli esercenti possono addirittura ordinare i francobolli online e riceverli in negozio, pagando sia con carta che con contrassegno. Insomma, sembra proprio che i tabaccai il modo per procurarsi i francobolli ce l’abbiano.  

Allora cos’è che non funziona? Nel frattempo, che cosa possono fare i cittadini per trovare il benedetto pezzo di carta dentellato? Se proprio non si riesce a trovarne uno dai tabaccai nei paraggi, pazienza, non rimane che rivolgersi all’ufficio postale. I francobolli, infatti, vengono normalmente venduti allo sportello. Sì, ma quanta fila bisognerà fare?

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