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Architettura smartad Agrigento: riuso, recuperoe riqualificazione

Architettura smart ad Agrigento: riuso, recupero e riqualificazione

Tutto questo è stato raccontato attraverso il docufilm di Salvatore Tumminia a Expo

L’architettura strumento di trasformazione del paesaggio, di riqualificazione, perfezionamento e riuso, per renderlo ancora più bello e a misura d’uomo. Parte da Agrigento e trova la platea internazionale di Expo 2015 la sfida al futuro dell’architettura nel processo che deve condurre l’Italia a riappropriarsi dell’etichetta di Paese unico al mondo nella valorizzazione del paesaggio e nella salvaguardia dell’ambiente.  

Il video wall di piazzetta Sicilia a Expo 2015 ha proiettato in questi giorni il docu-film Agrigentum, in signum Architecturae, un cortometraggio che racconta la provincia di Agrigento tra storia, cultura, paesaggio e architettura contemporanea, mettendo in risalto le opere degli architetti che, attraverso operazioni di riuso, recupero e riqualificazione, anche urbana, hanno contribuito a valorizzare, in maniera sostenibile, un territorio smart per vocazione.  

Il film è suddiviso in tre episodi che presentano studi universitari e tesi di laurea, progetti e opere già realizzate. Oltre 20 le opere selezionate, a rappresentare una scuola di architettura moderna tra le più prolifiche e attente al paesaggio della Regione Sicilia. Interessanti sono, inoltre, i contributi di Valeria Scavone, docente di Urbanistica presso il Polo Universitario di Agrigento; Mimmo Fontana, presidente regionale di Legambiente Sicilia e Andrea Bartoli, patron di Farm Cultural Park. Attraverso brevi interviste i tre raccontano l’importanza del progetto architettonico per la valorizzazione del patrimonio culturale, naturalistico e paesaggistico.  

Agrigentum, in signum Architecturae viaggia con le immagini per l’intera provincia agrigentina attraverso i lavori progettati da Valeria Scavone e Gerlandina Prestia, Aziz Almuthasib, Michele Sbacchi, Alessia Teresa Cilona, Eros Di Prima, Francesco Fucà, Francesco Traina, Pietro Vullo, Alfonso Cimino, Michele Ferrara e Giuseppe Fanara, Antonino Bilello, Giuseppe Parisi, Salvatore Mugnai e Antonio Licari, Massimiliano Trapani, Santi Albanese e Gaetano Gulino, Salvatore Schembri, Mario Cottone, Gregorio Indelicato e ABGroup, Enzo Castelli, Studio Medina.  

«Bisogna che si ritorni a parlare di architettura – dice Massimiliano Trapani, presidente dell’Ordine degli Architetti di Agrigento -. E’ necessario che si ritorni a riconoscere agli architetti quel grande ruolo di protagonismo sociale che hanno nel momento in cui si discute di temi territoriali ed ambientali. In un momento di così grave crisi, che attanaglia la nostra professione, siamo consapevoli che per poterci risollevare dobbiamo riportare al centro dei nostri processi la valorizzazione e la riqualificazione del nostro patrimonio naturalistico, paesaggistico, storico e culturale».  

Nel docu-film sfilano le immagini della nuovissima passerella sulla Valle dei Templi che non intacca il prezioso paesaggio che circonda la zona; il Farm Cultural Park di Favara che è diventato punto di riferimento delle attività culturali del territorio; l’Antico Molino di Sciacca che sorge nella suggestiva area portuale; la Chiesa Madre Santa Margherita Belice restaurata dopo il flagello del sisma del 1968, oggi Museo della Memoria; casali ristrutturati e locali pubblici realizzati nell’area urbana dei centri antichi; il Museo della Civiltà Contadina di Siculiana che è stato oggetto di un intervento di riqualificazione che l’ha trasformato in struttura che ospita il Museo della memoria e di tanti altri progetti che hanno avuto come obiettivo la valorizzazione del territorio circostante.  

«La nostra idea di riqualificazione – continua Trapani - è un percorso che deve avere come fondamento il progetto di architettura. Il progetto adesso deve diventare norma affinché si possa ritornare ad un eco-sistema fondato sulla qualità e sulla bellezza, che sempre ha contraddistinto il nostro essere italiani. Con questo docu-film abbiamo voluto dimostrare che gli architetti agrigentini sono pronti ad affrontare questa grande sfida del prossimo futuro».  

Un progetto con cui il Consiglio dell’Ordine degli Architetti di Agrigento prosegue nel processo di valorizzazione ed internazionalizzazione perseguito negli ultimi anni. «Non potevamo mancare a questo grande appuntamento internazionale – dice Giuseppe La Greca, consigliere dell’Ordine – l’Expo è un’importante vetrina che si affaccia su un mondo in evoluzione verso un ambiente e un paesaggio progettato in maniera consapevole e ecologicamente sostenibile. Con la nostra produzione abbiamo voluto dimostrare oltre la sensibilità al tema anche che gli architetti di Agrigento sono fortemente sensibili a questi richiami».

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