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Antonello Vendittial Teatro anticodi Taormina:«Che sorpresa»

Antonello Venditti al Teatro antico di Taormina: «Che sorpresa»

Il cantautore romano si è raccontato prima di salire sul palco VIDEO

Antonello Venditti al Teatro antico di Taormina: «Che sorpresa»

TAORMINA - «In Italia ci vogliono così divisi che troppo spesso non riusciamo a cantare la stessa canzone. Il ruolo della musica, però, è anche quello di darci delle certezze. Siamo talmente distrutti da tutto quello che accade, dalle contraddizioni di questo tempo, che cantare assieme dimostra un amore per la vita incredibile. È questo il senso della musica». All’Olimpico di Roma, lo scorso 5 settembre, si era circondato di amici (da Antonacci a Verdone) tenendo uno degli show più grandi della sua carriera. Questa sera per Antonello Venditti è stata la volta del Teatro antico di Taormina, dove ha proposto la seconda data del suo “Tortuga Tour”, che proseguirà sabato (stesso orario) al teatro di Verdura a Palermo.    

 

«In un certo senso – spiega il cantautore – queste date siciliane saranno una sorpresa anche per me. A Taormina non è stato possibile montare tutto l’allestimento, perché bisogna rispettare prima di tutto i luoghi, ma la costante sarà la stessa: la voglia di suonare e condividere con il pubblico. In ogni caso, anche un concerto viso a viso, senza tanti infingimenti, sarebbe straordinario».    

 

In scaletta i medesimi brani anticipati a Roma. I grandi successi - da Ci vorrebbe un amico a Notte prima degli esami, da Ogni volta a Grazie Roma - ma anche le canzoni estratte da Tortuga, ultima fatica discografica dell’artista, pubblicata lo scorso aprile. «Questo disco – spiega ancora Venditti – rappresenta la mia contemporaneità. È un tentativo di interpretare l’anima di un’unità d’Italia che oggi è sempre più in pericolo. In questo senso, Cosa avevi in mente segna il tempo esattamente come hanno fatto Che fantastica storia è la vita o In questo mondo di ladri. Durante il concerto queste nuove canzoni saranno contestualizzate all’interno della scaletta per creare un grande affresco della mia storia musicale».    

 

 

Durante la sua carriera Antonello Venditti ha raccontato gioie, paure, delusioni e successi del popolo italiano. Questi nuovi concerti saranno un’occasione per ripercorrere queste tappe, raccontando come la musica e la società siano cambiate nel tempo.    

 

«Chiaramente – continua il cantautore – dai miei esordi, alla fine degli anni ’60, a oggi sono mutate moltissime cose. Oggi è necessario andare alla ricerca della strada giusta perché talvolta si ha l’impressione che il pubblico abbia disimparato a scegliere consapevolmente. Sembra quasi un continuo Festival di Sanremo, in cui si creano gruppi a favore dell’uno contro l’altro artista. L’importante, invece, è che la musica serva per cambiare il mondo, o il rischio è che diventi solamente un mezzo per vendere altri prodotti».    

 

Sul futuro, intanto, Venditti ha le idee chiare e definisce questo suo momento artistico come un punto sia di arrivo sia di partenza. «In qualche modo mi sento molto più libero, ma non so dire se questa sensazione avrà un riscontro nella musica, nel cinema, nel teatro o nella letteratura. Finirà un ciclo e ne inizierà un altro, anche se è ancora presto per dire “cosa avevo in mente”».

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