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A Catania fino al4 ottobre la settimananazionale delleBanche del Tempo

A Catania, fino al 4 ottobre la settimana nazionale delle Banche del Tempo

Ognuno mette a disposizione il proprio tempo e capacità per aiutare gli altri

A Catania, fino al 4 ottobre la settimana nazionale delle Banche del Tempo

Ci sono Agata, Barbara, Nadia che si offrono di cucinare a domicilio, Giuseppe Lello e Salvo che, invece, sanno tutto dei computer e sono disposti ad impiegare le loro “ore” per spiegarlo a chi non è pratico di tastiere e mouse. Per loro il tempo non è denaro, ma è comunque preziosissimo perché lo mettono al sicuro nella «Banca del tempo» un istituto di credito che invece dei soldi fa “fruttare” gli scambi solidali. E i rapporti umani, merce rara di questi tempi. La presidente, a Catania, è Mafalda Franchino, psicoterapeuta, che si è presa la briga, tre anni fa, di andare a vedere cosa fosse la Banca per Tempo della quale aveva sentito parlare per caso. «Ho scoperto un mondo nuovo che raccontava di scambi paritari, assegni di ore, reciprocità indiretta, solidarietà. Così - ricorda - ho contattato Nina Di Nuzzo, presidente di una Banca del tempo ad Alì Terme e da lì è partito tutto. All’inizio eravamo 7 soci fondatori, sette amici, oggi siamo in 57».   Come funziona? «Quando c’è qualcuno che vuole iscriversi gli chiediamo un minimo di 4 ore al mese di disponibilità e gli chiediamo di compilare una scheda d’ingresso nella quale specificare le sue competenze. Cosa sai fare? Stirare, tradurre dal latino, pitturare? Il socio scrive quello che offre e riceve un libretto degli assegni e un elenco delle attività offerte dagli altri soci. Se è interessato a qualcosa in particolare li mettiamo in contatto (se non si conoscono) e, tra loro, avviene poi lo scambio della prestazione».   Quindi si paga staccando assegni? «Chi riceve la prestazione deve pagare con un assegno nel quale vengono indicate le ore “spese”, il socio beneficiario, il giorno della prestazione, la causale e il numero di conto corrente. Tutti questi dati vengono poi elaborati dalla segreteria che li carica su un software in cui viene registrato lo scambio. Se, per esempio, la prestazione è stata di due ore, verranno addebitate due ore al socio che ha ricevuto la prestazione e accreditate altrettante a chi l’ha fornita, ma non dovranno poi scambiarsi necessariamente prestazioni tra di loro, non si tratta di un baratto». Nella banca del tempo si può scambiare di tutto, dalle lezioni di filosofia alle ore di stiratura, dal giardinaggio alla cucina. E, particolare importantissimo, tutte le prestazioni hanno lo stesso valore. Il surplus è poi, la relazione d’amicizia che si instaura, il rapporto diretto, niente di più lontano dalle “amicizie” virtuali che si moltiplicano su facebook. Alla BdT ci si guarda in faccia e questo, sicuramente è una delle chiavi del suo successo. Tra le voci più richieste a Catania, ci sono le lezioni di informatica, ma vanno tantissimo anche quelle di cucina, soprattutto quelle collettive.   Chi è il socio-tipo? «Il sessantenne, quello che sta andando o che è già in pensione e magari, cerca un nuovo obiettivo da porsi nella vita, nuove forme di amicizia. le donne sono più numerose e, per la maggior parte si tratta di professioniste. Ci sono anche studenti universitari, ma manca il target del 40enne». «Perché - spiega Daniela Calì, la segretaria della BdT - è la fascia d’età in cui si lavora molto, ci sono figli piccoli e, spesso, genitori di una certa età, insomma è gente che non ha assolutamente tempo da spendere».   Qual è la motivazione principale che spinge le persone ad iscriversi? «Voler fare qualcosa per gli altri. E’ come se queste persone, che magari hanno lavorato tantissimo, avessero dentro di sé la consapevolezza che non ci si può dedicare solo al lavoro e ad acquisire denaro». Ma attenzione, la BdT non è una forma di volontariato è uno “scambio solidale” alla pari. Un concetto chiave, questo, per realizzare quella forma di economia solidale che considera il “tempo” come moneta di scambio al posto del denaro vero e proprio.   In tre anni di attività la BdT di Catania ha scambiato 3600 ore spalmate su 800 scambi, nella maggior parte dei casi relazioni uno ad uno. Ma esistono anche gli scambi di gruppo. «L’hanno scorso sono andati tantissimo i laboratori di cucina - fa sapere Daniela Calì - di una socia che sapeva fare la pasta e ha ospitato le lezioni a casa sua. Come banca le abbiamo dato un tot di ore a credito e ogni socio ha pagato anche personalmentre la competenza che ha acquisito. E’ ovvio che viene pagata in ore solo la prestazione. Se chiedo ad una socia di fare per me delle torte, per esempio, è ovvio che gli ingredienti li devo comprare io, poi la fattura del dolce viene pagata con l’assegno in ore».   «Un altro servizio richiestissimo è la stiratura - aggiunge Mafalda Franchino - ma quello che ci manca di più sono le prestazioni degli artigiani, rarissimi. Per noi sono mosche bianche, abbiamo solo un falegname e un muratore, ma se ne venissero di altri, saremmo pronti a stendere per loro tappeti rossi».

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