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Regione, c’è un buco di mezzo miliardo

Regione, c’è un buco di mezzo miliardo Baccei: «Sbagliate le previsioni sul Pil»

Assessori e dirigenti auditi dalla Corte dei Conti

Regione, c’è un buco di mezzo miliardo Baccei: «Sbagliate le previsioni sul Pil»

C’è un buco di 500 milioni e la colpa è (anche) degli uffici della Regione che hanno sbagliato le previsioni sul Pil. È questo il sunto dell’audizione in Corte dei Conti dell’assessore regionale all’Economia Alessandro Baccei. «La situazione dei conti è critica come è da tempo – ha spiegato Baccei –. Io avevo lanciato un grido d’allarme in aula anche per responsabilizzare sulla criticità sia l’Assemblea che i miei colleghi assessori perché c’è un andamento delle entrate che non è buono, non perché avevo previsto male il 2014, visto che sono arrivato a fine 2013 sarebbe stato impossibile. Ci sono alcune cause - ha aggiunto Baccei - una contrazione dell’Irap prevista dallo Stato, sull’Irpef c’è un minor gettito dello spostamento delle paghe degli stipendi su cui siamo stati in parte rimborsati, e una minore entrata sull’Iva con le aziende che hanno pagato prima le fatture del 2014 e poi quelle del 2015.

 

Tutto questo ha provocato un minore introito per 500 milioni di euro. Su questo stiamo valutando delle soluzioni che non intaccheranno gli stipendi e i pagamenti. Domani presenterò un provvedimento al ragioniere generale per far fronte a questi 500 milioni in meno. La Corte dei Conti -ha proseguito - è molto sensibile al problema. Abbiamo condiviso le criticità. Ora vedremo di proporre una soluzione per arrivare a quella somma che non potrà essere per l’intera cifra ma daremo un segnale e un messaggio per quest’anno o soprattutto forte per il prossimo anno dove non si potranno utilizzare 700 milioni di fondi sviluppo e coesione.

 

La Regione siciliana versa in una grave crisi di liquidità, oggi l’ho ribadito alla Corte dei conti. La Corte condivide le nostre preoccupazioni. C’è un problema con il governo e ci sarà fino a quando non c’è la delibera del Cipe, c’è un problema grosso di liquidità anche perché ribadisco ci sono meno entrate». «Non ci sono a rischio stipendi e pagamenti quelli verranno pagati vediamo i tempi – ha aggiunto Baccei – Adesso ci sarà un intervento per bloccare la spesa ma non gli stipendi, magari consumi e contributi: faremo una proposta che porteremo in giunta domani». Baccei ha anche accusato gli uffici della Regione di avere sbagliato le previsioni sul Pil: «Io sono arrivato a novembre del 2014 e non avrei potuto fare una previsione, quelle si fanno nel 2013. Io stavo a Roma a fare altro. Le previsioni del Pil le fa l’ufficio statistica della Regione, non le faccio io, come politica decidiamo cosa mettere in entrata nel bilancio guardando anche il Pil».

 

La Regione aveva infatti stimato il Pil per il 2014 e il 2015, in aumento nel Dpef precedente ma invece è risultato in calo. «Io per primo rispetto alle previsione del Pil 2015 ho tagliato un miliardo e 400 milioni. Molto molto cautelativo - aggiunge Baccei - A Roma sono preoccupati, ma lo sono di più per il bilancio 2016”. L’audizione si è svolta a porte chiuse nella sede della Corte dei Conti, a Palermo. Oltre a Beccei c’erano anche l’assessore alla Sanità Baldo Gucciardi, il ragioniere generale Sammartano e i dirigenti regionali per «verificare l’attuale stato dei conti pubblici della Regione siciliana, prima della chiusura dell’esercizio finanziario 2015». Gli assessori sono stati sentiti dal presidente delle sezioni riunite Maurizio Graffeo.

 

Il governo ha depositato il Dpef 2016-2018 nel quale verrebbe certificata la necessità di «interventi straordinari» per coprire il disavanzo del 2016, e di un «patto con Roma» per predisporre i margini di contenimento della spesa pubblica in Sicilia. «Le dichiarazioni dell’assessore Baccei certificano il disastro finanziario della Regione Siciliana e l’incapacità politica e amministrativa del governo Crocetta» ha detto il deputato di Sel Erasmo Palazzotto –. Non è più rinviabile ridare la parola ai cittadini attraverso lo strumento del voto. Alla Sicilia serve un governo autorevole capace di rimettere in moto la macchina amministrativa della regione e di far fronte all’emergenza finanziaria».

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