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Quando il “pubblico”rifiuta l’”innovazione”Ecco l’odisseaper fare l’app sui bus

Quando il “pubblico” rifiuta l’”innovazione” Ecco l’odissea per fare l’app sui bus

Eugenio Agnello e il muro di gomma alla TUA: «Non hanno capito né risposto»

Quando il “pubblico” rifiuta l’”innovazione” Ecco l’odissea per fare l’app sui bus

La storia sembra uscita dal manuale della (mala) burocrazia e del come, nel settore pubblico, non solo non si fa innovazione, ma addirittura si ostacola. Una storia tutta siciliana raccontata a opendatasicilia.it da Eugenio Agnello, uno dei digital champion di Agrigento e cioè uno dei soggetti che ha il compito (non retribuito) di divulgare il digitale verso enti pubblici, scuole e aziende. Voleva fare un’app (c’è poi riuscito, ma vedremo come) per facilitare l’utilizzo del mezzo pubblico ad Agrigento. Solo che dalla società che gestisce il servizio nella città dei templi (templi, patrimonio unesco) ha solo trovato un muro di gomma.

 

«Fu per caso – ha raccontato Agnello – che partecipando all’evento “Startup Weekend Palermo” e seguendo le presentazioni delle aspiranti Startup, mi è venuta in mente una domanda: esistono applicazioni sulla mobilità urbana di una città che offrano orari e fermate dei bus su uno smartphone in maniera interattiva? Magari anche offrendo dei percorsi personalizzati in base alla posizione dell’utente in un determinato orario? Dopo una breve ricerca ho scoperto che esistono diverse applicazioni di privati che fanno esattamente questo. Ma durante la mia ricerca, parlando con amici e colleghi, sono entrato in contatto con la comunità di Open Data Sicilia che mi aiuta a capire più a fondo lo scenario di come possono essere modellati al meglio i dati sulla mobilità urbana». Agnello è arrivato alla conclusione che «non valeva la pena usare le applicazioni dei privati», ma che invece conveniva spingere «sull’agenzia di trasporto pubblico, affinché rilasciasse i dati dei trasporti in un formato tale che poi potessero essere usati dagli sviluppatori per creare app e mappe personalizzate per rendere più semplice e banale la fruizione di orari e percorsi dei mezzi pubblici».

 

Qui comincia l’odissea: «Ho scritto una lettera aperta all’agenzia di trasporto pubblico di Agrigento, laTUA Srl, (Trasporti Urbani Agrigento, ndr) per invitarli a rilasciare i dati in formato libero o quanto meno a fornirli a Google Map attraverso il programma Google Transit. Ma la lettera ha avuto alcun esito. Alla fine ho chiesto e ottenuto, tramite il presidente degli albergatori Francesco Picarella, un incontro con la TUA che credendo nel progetto ha fatto da tramite tra me e la società. Mi sono presentato come Digital Champion di Agrigento – ha spiegato Agnello – e membro della comunità di Open Data Sicilia e ho cominciato a parlare dei dati in formato aperto e degli effetti che queste tecnologie hanno sulle nostre vite. Ho mostrato come funziona Google Map per i mezzi pubblici, abbiamo simulato con un notebook collegato ad internet, una ricerca di percorsi urbani attraverso mezzi pubblici nel comune di Palermo. Sembrava funzionare. Abbiamo mostrato le differenti visualizzazioni dei risultati, sia sullo smartphone di Francesco che sul mio PC. Dopo aver sgombrato il campo dal fatto che potessi avere interessi economici o rapporti di lavoro con Google, ho mostrato la visualizzazione dei dati su Travic. Ma non solo. Ho mostrato il sito di Moovit e ho spiegato che addirittura loro sarebbero disponibili a fare un accordo in forma gratuita con TUA Srl per attivare la ricezione dei dati in tempo reale di eventuali localizzatori sui mezzi. Ho fatto notare che il primo passo fondamentale per fare in modo che tutto ciò accada, è quello di rilasciare i dati in open data con licenza anche per uso commerciale. Ho fatto anche notare che tutto quello che avevamo visto insieme quella mattina sarebbe arrivato gratuitamente e a cascata. Li ho avvisati che a regime loro avrebbero avuto solo l’onere di aggiornare i dati in caso di variazioni di orari, rotte e fermate».

 

Tutto risolto? Nemmeno per sogno: «Purtroppo – spiega Agnello – da quel giorno non è successo più nulla e le mie continue richieste di contatto, via telefono, messaggi o email sono rimaste senza risposta. Ho provato anche a raccontare questa storia ad un Assessore del Comune di Agrigento, ma anche lì un nulla di fatto». Al che Eugenio Agnello ha deciso di fare da sé: «Ho deciso di dedicare un’ora al giorno per raccogliere orari e percorsi dal sito della TUA Srl e inserirli su Moovit. Moovit è un’applicazione creata da un’azienda privata che, analogamente a Google Map, offre itinerari stradali da un punto di origine ad un punto di destinazione, solo con l’utilizzo di mezzi pubblici ed è disponibile gratuitamente per tutti gli smartphone. Dopo un paio di mesi avevo finito. Qualche settimana fa, Moovit mi ha comunicato che la verifica dei dati che avevo caricato sul sito di Moovit da parte dello staff era andata a buon fine, e che il rilascio dell’applicazione per la città di Agrigento era imminente. E cosi, già da qualche giorno l’applicazione è scaricabile gratuitamente sugli store di tutti i sistemi operativi mobili, ed è a disposizione di residenti, turisti (è disponibile in 40 lingue) e utenti di ogni genere».

 

Un servizio del tutto gratuito messo su da due privati di grande interesse pubblico: «E Il “pubblico” – ha concluso amaramente Agnello – interpellato più volte non ha risposto. Almeno fino ad adesso».

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