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Demanio, il bandoper la concessionedei fari: eccoi gioielli siciliani

Demanio: il bando per la concessione dei fari: ecco i gioielli siciliani

I fari potranno essere recuperati e riutilizzati con diverse finalità nel rispetto dell’ambiente GALLERY

Demanio: il bando per la concessione dei fari: ecco i gioielli siciliani

PALERMO, 25 NOV - Riportare a nuova vita i beni pubblici, attraverso il loro recupero per un unico obiettivo: rilanciare l’economia locale e creare sviluppo economico. È il progetto Valore Paese - Fari, messo a punto dall’agenzia del Demanio, che ha pubblicato alcuni bandi per la concessione da 6 a 50 anni di 11 fari di proprietà dello Stato (di cui sette gestiti dall’Agenzia del demanio e 4 del ministero della Difesa).  Il progetto, che è stato presentato a Palermo nel corso di un’iniziativa a Palazzo Cefalà, in Sicilia coinvolge quattro strutture: il faro di Brucoli ad Augusta (Sr), quello di Murro di Porco a Siracusa, quello di Capo Grosso nell’Isola di Levanzo (Tp) e il Faro di Punta Cavazzi ad Ustica (Pa). I bandi sono stati pubblicati lo scorso 12 ottobre e sono disponibili on line sul sito dell’Agenzia del Demanio e in quello del ministero della Difesa fino al 12 gennaio 2016.  

 

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«Quello di oggi rappresenta un cambio culturale rispetto al passato - ha detto il sottosegretario alla Difesa Gioacchino Alfano partecipando all’incontro -. I fari sono sempre stati visti come dei gioielli bellissimi ma inaccessibili, destinati solo a funzioni di carattere istituzionali. Abbiamo deciso di mettere a disposizione questi beni per produrre ricchezza e opportunità. I bandi saranno aperti a tutti non abbiamo stabilito regole stringenti, valuteremo tutte le richieste e sceglieremo le offerte migliori».  

 

Il direttore dell’agenzia del Demanio Roberto Reggi ha poi aggiunto: «Puntiamo al recupero di beni che si stanno perdendo; i fari in passato venivano gestiti dai guardiani, oggi queste figure non ci sono più e la loro gestione è automatizzata. Servono interventi di manutenzione straordinaria e ordinaria». «Abbiamo chiesto aiuto ai privati per far fronte a questo lavoro - ha proseguito - e allo stesso tempo contribuiamo a rilanciare il turismo e il lavoro nei territori». I fari potranno essere recuperati e riutilizzati con diverse finalità nel rispetto degli ecosistemi e dell’ambiente nei quali sono inseriti. I lavori saranno finanziati dai soggetti privati. Si tratta di beni di grande pregio in posti meravigliosi -ha concluso - e potranno essere restaurati e generare reddito».

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