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Catania, in via Umberto l’isola pedonale che divide

Catania, in via Umberto l’isola pedonale che divide

I “no” dei commercianti: «Non ci sono parcheggi e qui si fa shopping mordi e fuggi». E la soddisfazione dei pedoni: «Questo è il centro storico che vogliamo»
Catania, in via Umberto l’isola pedonale che divide
CATANIA - Via Umberto cambia volto e da strada trafficata diventa luogo di passeggio. L’isola pedonale che da piazza Ettore Majorana fino all’incrocio con via Etnea ha sbarrato l’accesso alle macchine dalle 16 alle 20 di ieri (e oggi per l’intera giornata), ha sancito l’inizio di un progetto a misura di cittadino che vedrà via Umberto chiusa al traffico anche il prossimo weekend. La riscoperta del centro storico ha incuriosito i pedoni e intimorito i commercianti. Se i primi, infatti, hanno affollato questo tratto di strada con il gusto della riappropriazione, i secondi riflettono sulla mancanza dello shopping mordi e fuggi che per anni ha caratterizzato il commercio della via.     Gran parte degli esercenti, infatti, ha firmato una petizione in cui ha espresso il proprio dissenso nei confronti dell’iniziativa, come la signora Cinzia Vecchia, proprietaria di una gioielleria. «In passato - dice - sono stati fatti esperimenti di isola pedonale per nulla positivi. Via Umberto, per gli automobilisti, è sempre stata una strada di collegamento con vari punti della città. Le strisce blu permettono un acquisto frettoloso. Il lato negativo del passeggio per noi commercianti è che, il più delle volte, è fine a sé stesso e soddisfa solo un desiderio di svago».     «Non ho mai registrato così pochi incassi di sabato pomeriggio - dice Emanuele Marletta, gestore di un bar -. La mia attività nasce per servire un pubblico frenetico, poco dedito alla sosta di lunga durata. Così mi si costringe alla chiusura».     Più moderato è il parere di Alessandro Angelini, commerciante di capi d’abbigliamento, che tra una cliente e l’altra dice: «Potenzialmente l’isola pedonale potrebbe favorire gli acquisti perché in molti trovano uno spazio loro dedicato diverso dal centro commerciale. Ma il posteggio è il problema di fondo cui il Comune deve trovare subito rimedio, se deciderà di perseguire. E poi bisognerebbe creare interessi attrattivi come mercatini artigianali, musiche, giocolieri di strada. Isola pedonale sì, ma con i giusti criteri».     «A noi catanesi - dice Massimo Di Salvatore, co-gestore di un negozio di scarpe - manca la cultura della valorizzazione dei luoghi storici. Sarò fra i pochi esercenti favorevoli all’iniziativa, ma credo che nel lungo periodo possa portare benefici a tutti. La bellezza degli edifici storici e il clima per nulla gelido sono dalla nostra parte. L’unica cosa che i centri commerciali hanno in più sono gli ampi posteggi».     Soddisfatti, invece, i pedoni. «Siamo felici di poter camminare senza paura delle auto - dicono le signore Almatea ed Elisa -. Attraversare la via Umberto non è mai stato così facile. Questo è il centro storico che vogliamo». La famiglia Di Stefano si dedica agli acquisti di Natale con sorpresa perché «non sapevamo - dicono marito e moglie - che via Umberto fosse aperta solo ai pedoni. È meraviglioso sertirsi liberi di vivere il centro storico, nel suo complesso. Spero che il progetto vada avanti e non sia solo un flop». «Anche se - dice l’esercente Amedeo Fanciullo - il Comune non si deve dimenticare dei commercianti. Siamo nati per servire una clientela mordi e fuggi, alterare la nostra logica ha le sue responsabilità».

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