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Nasce in un anfiteatroil rosso Etna docche ha conquistatoanche i francesi

Nasce in un anfiteatro il rosso Etna doc che ha conquistato anche i francesi

Nel recupero del territorio delle Sette Torri, nell'antica contea di Mascali, il segreto dell’azienda-gioiello La Gelsomina

Nasce in un anfiteatro il rosso Etna doc che ha conquistato anche i francesi

Amava ripetere un celebre estimatore di “rossi” come Ernest Hemingway: «il vino è uno dei maggiori segni di civiltà nel mondo». Un riflesso del grado di evoluzione di un popolo, della sua capacità di aggregare e di creare, insieme, qualcosa che sia apprezzato da tutti.

«Lo stesso potrebbe dirsi delle volte in cui l’uomo sceglie di rispettare la bellezza e la storia dei luoghi in cui vive». E del recupero del territorio hanno fatto una questione di cuore e di famiglia Alfio Turrisi, capitano d’industria nel settore telecomunicazioni, la moglie Maria Adalgisa Colombo e la figlia Giusi, applicandolo alla lettera nella creazione di un gioiello della produzione vinicola siciliana, l’azienda agricola La Gelsomina nata nel 2004 a Presa, nell’antico comprensorio della Contea di Mascali: quindici ettari di superfice – circa un terzo quella vitata – un palmento settecentesco e una piccola ma efficiente cantina, costruita per abbinare tradizione e tecnologia.

 

 

Ma, soprattutto, un terroir unico, per conformazione e ricchezza, in grado di conferire ai rossi La Gelsomina, un accento frizzante e floreale dato dalle diverse cultivar di ciliegie, tra cui la famosa “mastrantonio dop dell’Etna”, che arricchiscono l’offerta di eccellenze aziendali. E capace di trasmettere al “Bianco della Contea” un finale speziato, regalato anche al “Moscato passito” dalla compresenza di secolari ulivi di nocellara dell’Etna.

«Molti, nel visitare l’azienda, restano colpiti dall’anfiteatro - spiega Turrisi –. Un “piccolo Machu Picchu”, come lo hanno definito alcuni, sui cui terrazzamenti sono disposti i filari delle nostre viti ad alberello. Un simbolo de “La Gelsomina” che sbalordisce per la bellezza e la genialità di un utilizzo della pietra lavica pensato per mantenere costante la temperatura, facilitando il processo di maturazione delle uve. Ma è una bellezza creata, oltre tre secoli fa, da chi ci ha preceduto. Noi le abbiamo solo dato una “spolverata”, abbinandone gli aspetti funzionali alle tecniche di vinificazione di oggi».

 

     

 

 

 

 

 

 

E le unicità dell’azienda fiumefreddese – che da poco espone anche su lasiciliastore.it le sue bottiglie, tutte numerate e recanti ciascuna una propria data di nascita - sono evidenziate anche da alcune produzioni divenute, in poco tempo, un marchio di fabbrica La Gelsomina. Come il “rosso da pesce”, un rosato particolarmente intenso per colore e struttura, ottenuto da una più prolungata macerazione sulle bucce che ne avvicina l’essenza al cerasuolo e ai rossi tradizionali. «A stupire tutti è stata anche la produzione di pinot nero – dice Maurizio Garozzo, consulente commerciale del gruppo – partita in modo sperimentale e che ha trovato in questa porzione di Sicilia un microclima ideale a questo tipo di cultivar. E i risultati hanno meravigliato gli stessi francesi, maestri del pinot, quando lo scorso anno, lo abbiamo presentato al Vinexpo di Bordeaux». 

 

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