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Sicilia, il Pil torna a crescere, ma serviranno 25 anni per tornare ai livelli pre crisi

Le anticipazioni del report del Diste Consulting e della Fondazione Curella che sarà presentato il prossimo 20 marzo

Sicilia, il Pil torna a crescere, ma serviranno 25 anni per tornare ai livelli pre crisi

L’economia siciliana si avvia verso un percorso virtuoso ma a ritmi ancora troppo bassi per potere parlare di una crescita consolidata, che deve essere supportata da misure normative ad hoc.

Lo dicono il Diste Consulting e la Fondazione Curella che, nella sede dell’Assessorato regionale all’Economia, a Palermo, hanno presentato alcune anticipazioni del 48° report Sicilia che sarà illustrato integralmente il 20 marzo al Cupa di Agrigento.

Secondo le previsioni del Diste si conferma un consolidamento della crescita dall’1% del 2017 all’1,2% del 2018 con un miglioramento anche sul mercato del lavoro sia per quel che riguarda l’occupazione che la disoccupazione. Per l’occupazione, infatti, si prospetta un aumento di circa 14 mila posti di lavoro (+1%) e per il tasso di disoccupazione una diminuzione di 0,5 punti percentuali al 21%.

"Stiamo riprendendo ad avere segni positivi e per il 2018 prevediamo una crescita del Pil - ha spiegato l’economista Pietro Busetta presidente della fondazione Curella - ma ne abbiamo persi oltre dieci punti. Recuperare il terreno perduto a questi ritmi è davvero complicato".

Bisogna correre, dunque, e per questo l'invito "al Governo regionale a fare partire in maniera immediata le Zes, le zone economiche speciali".

Per quel che riguarda le Zes, ha confermato l’assessore all’economia Gaetano Armao, "abbiamo trovato un lavoro malfatto da parte del precedente governo e stiamo cercando di raddrizzare la barra dando un assetto che sia rispettoso della normativa nazionale". "Ma con questi ritmi di crescita - ha aggiunto - la Sicilia non può affrontare la ripresa perché torneremo nel 2033 alla stessa situazione del 2008, ovvero la situazione precrisi". "Un lasso di tempo troppo lungo - ha aggiunto Armao - per questo è fondamentale l’attrazione di investimenti, chiedendo di rispettare il 34% di investimenti nel Mezzogiorno previsti dall’apposito decreto nazionale. Occorre rilanciare, produrre e intervenire e dare un sostegno alle imprese".

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