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Crisi idrica, Musumeci rilancia l'ipotesi dei dissalatori

Il presidente: «Oltre alle dighe, stiamo acquisendo pareri e consulenze. E' mancato il lavoro di programmazione»

Crisi idrica, Musumeci rilancia l'ipotesi dei dissalatori

«Il ricorso ai dissalatori è una delle ipotesi» in campo per fare fronte all’emergenza idrica, perché «l'acqua bisogna pure portarla nei centri abitati e nelle aree irrigue a colture intensive».

Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, a margine dell’inaugurazione dell’Urp al Palazzo di Giustizia di Catania.

«Qualcuno - ha aggiunto il governatore - sostiene che è la scelta più costosa quella dei dissalatori. Ci stiamo attrezzando: stiamo acquisendo pareri di strutture idonee a dare consulenze su questo fronte. Gli invasi vanno assolutamente completati, come la diga Pietra Rossa perché serve una larga parte del Sud Simeto. Gli altri invasi sono stati sottoposti a manutenzione da tanto tempo e bisogna rivedere anche le condotte e rafforzare le strutture fragili e debilitate. Abbiamo le risorse necessarie per avviare e portare a termine questa importante mole di lavoro».

Secondo Musumeci «quello che è mancato è un lavoro di programmazione». «Io credo - ha osservato - che entro sei mesi noi sapremo su quali obiettivi muoverci in maniera concreta. Abbiamo allertato tutti e nove gli uffici del Genio civile e le istituzioni chiamate a collaborare su questo fronte. Nessuno deve rimanere indietro, nessuno può restare a guardare: da sola la Regione non potrebbe affrontare e risolvere il dramma che si vive da qualche anno. Ma la chiamata all’appello - ha sottolineato il governatore - pare abbia dato risposte significative e di questo sono contento perché alla fine il senso di responsabilità prevale in ciascuno di noi». 

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commenti 1
  • luigi sidoti

    04 Marzo 2018 - 17:05

    Presidente, vero è che il programmare ""grande "" da risultati grandi, ma non sempre. Spesso il ""grande "" è. ..... d'ostacolo! Il ""piccolo "" generalmente non ha ostacoli (appetiti). Più ""piccoli"" fanno uno ""grande "". Vi sono zone ricche della presenza d'acqua inutilizzata (centinaia l/suo, ed altre che soffrono la sete (umana ed agricola). Pensare di trasportare 100/200 l/s per 365 giorni in un bacino di raccolta sighificerebbe avere disponibile milioni di metri cubi d'acqua per l'agricoltura! Agevolare pubblico e privato a questo programma sarebbe di grande utilità!

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