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Il flop di Garanzia Giovani in Sicilia

Garanzia Giovani: l'isola prima

149mila adesioni, ma solo il 10% è stato assunto

I tirocini sono costati 96 milioni di euro

Garanzia Giovani: l'isola prima

La Sicilia continua ad accumulare flop nell’attuazione del piano della Garanzia giovani. A certificarlo è l’ultimo rapporto dell’Isfol e del ministero del Lavoro. Su 933 mila giovani residenti nell’Isola in età compresa fra i 15 e i 29 anni, quelli non occupati sono ben 747 mila, e di questi 352 mila appartengono alla categoria dei cosiddetti “neet”, cioè soggetti che non studiano e non cercano un lavoro. Numeri impressionanti. È proprio ai “neet” che si rivolge Garanzia giovani ed è a loro che dovrebbe dare una risposta. Nonostante i tanti intoppi da parte della Regione, in due anni l’aspettativa nei giovani siciliani è sempre più aumentata, soprattutto perchè oggi questo è l’unico strumento disponibile per ottenere un inserimento lavorativo.

Non è un caso, infatti, che la Sicilia è la prima nella classifica nazionale per giovani registrati sulla piattaforma online: ben 171 mila e 809 unità. Al netto delle successive cancellazioni, sono 149.432 i giovani che hanno aderito effettivamente al programma e, di questi, 121.482 sono stati presi in carico dai centri per l’impiego e hanno avuto proposta entro sei mesi una delle misure di politica attiva del lavoro.

Dov’è, dunque, il flop? Nell’effettivo sbocco occupazionale, che per i più è rimasto un miraggio. Secondo il rapporto Isfol, mentre nelle altre regioni la percentuale di inserimento lavorativo è in media del 40%, con punte del 60%, in Sicilia e in Sardegna si è invece attestata ad appena il 10%. Nella nostra Isola una delle ragioni più evidenti sta nelle scelte fatte dalla Regione al momento della programmazione delle risorse. È evidente a chiunque che, così come dimostra pure l’esperienza del Jobs Act, l’unica misura davvero in grado di garantire una assunzione stabile è l’incentivo erogato direttamente all’impresa. Ma per finanziare la misura del bonus occupazionale la Regione ha assegnato, dalle risorse disponibili, solamente 10 milioni di euro, ne ha spesi 9 milioni e 986 mila per l’assunzione di 2.345 giovani (il 99,87%). Per la stessa misura la Lombardia ha assegnato 52,5 milioni e con una spesa già effettuata di 28,9 milioni ha incentivato l’assunzione di 8.853 giovani. Ha ancora a disposizione 23,6 milioni per favorire un’altra massa di soggetti.

Il problema è essere siciliani? No, perchè a dirigere l’assessorato regionale al Lavoro della Lombardia c’è un ragusano, Gianni Bocchieri. Il problema sta invece nella tendenza tutta siciliana a distribuire inutilmente risorse a pioggia, come nel caso dei tirocini di sei mesi per i quali sono stati assegnati 96 milioni (contro i 37 della Lombardia) rivelatisi persino insufficienti a pagare tutti i giovani. Nell’attuazione pratica, però, pochi sono stati i soggetti rimasti in azienda dopo il periodo. Infatti, da strumento formativo per l’inserimento, in moltissimi casi il tirocinio si è trasformato nella possibilità - per settori ad altissimo rischio di lavoro irregolare e nero, come il commercio, il turismo e il terziario - di avere per un semestre personale sfruttato e persino gratis, da licenziare al termine del periodo. Sarebbe bastato fare controlli o accorgersi dei tanti avvisi sulle vetrine (“cercasi commessi purchè iscritti a Garanzia giovani”) per prevedere truffe da parte dei datori di lavoro e il flop della misura.

 

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