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La Siciliaesporta piùin Cina chenegli Stati Uniti

La Sicilia esporta più in Cina che negli Stati Uniti

Nel 2015 l’Isola ha esportato merci per 8,4 miliardi e ha importato prodotti per 12,9 mld

La Sicilia esporta più in Cina che negli Stati Uniti

L’Istat e l’Ice hanno pubblicato l’edizione 2016 del rapporto annuale sul commercio estero, che analizza l’andamento del 2015 sul 2014, evidenziando, nel caso della Sicilia, il superamento della Cina sugli Usa come mercato di riferimento; l’aumento di imprese proiettate verso i mercati internazionali; il positivo trend di export delle province di Catania, Palermo, Trapani, Agrigento e Ragusa, mentre Siracusa, pur se in calo, resta la provincia che esporta di gran lunga più di tutte.

Nel 2015 l’Isola ha esportato merci per 8,4 miliardi (-12,4% rispetto ai 9,6 mld del 2014) e ha importato prodotti per 12,9 mld (-26,1% a confronto con i 17,5 dell’anno precedente). In aumento l’export di Catania (1,1 mld), Palermo (305 mln), Trapani (264 mln), Agrigento (151 mln), Ragusa (337 mln). Siracusa, come detto, resta la provincia maggiore esportatrice con 5,2 miliardi, ma in forte calo rispetto ai 6,4 mld del 2014. Perdono molto anche Messina (da 1,1 mld a 977 mln) e Caltanissetta (da 105 a 68 mln), mentre Enna resta stabile in coda alla classifica (da 10 milioni nel 2014 a 9 milioni nel 2015).
Quanto ai mercati, quelli di riferimento sono l’Europa, il Nordafrica, il Medio oriente, la Cina e solo dopo gli Usa. In dettaglio, la Sicilia lo scorso anno ha venduto prodotti per 3,1 mld nei Paesi dell’Ue, per 1,4 mld nei Paesi europei extra Ue, per 1,2 mld in Africa settentrionale, per 284 mln in altri Paesi africani, per 545 mln in America settentrionale, per 181 mln nell’America centrale, per 901 mln in Medio oriente, per 32 mln in Asia centrale, per 642 mln in Asia orientale, per 38 mln in Oceania.

Quanto alle imprese, è in aumento la presenza di operatori, passati da 3.573 nel 2006 a 4.399 nel 2015, con un valore medio di esportazioni per operatore pari a 1,9 milioni di euro. I crediti sono stati pari a 1,51 miliardi, i debiti si sono attestati su 1 miliardo e 42 milioni, con un saldo attivo di 471 milioni.
I prodotti più venduti sono stati quelli dell’agricoltura (da 498 a 528 milioni di euro), alimentari e bevande (da 472 a 507 milioni), abbigliamento (da 122 a 148 mln), sostanze chimiche (da 730 a 925 mln), articoli in gomma (da 180 a 204 mln), metalli (da 119 a 128 mln), computer (da 489 a 522 mln), apparecchi elettrici (da 47 a 116 mln).

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