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Poste: seconda tranche dopo referendum

Non escluso rinvio a 2017 ma impatto negativo su calo debito

Poste: seconda tranche dopo referendum

ROMA, 10 SET - I tempi del collocamento della seconda tranche di Poste italiane potrebbero essere legati a quelli del referendum costituzionale. L'operazione, secondo quanto si apprende, potrebbe quindi rientrare nell'anno in corso, ma non è nemmeno escluso, considerata l'ultima forbice 15 novembre-5 dicembre fornita da Matteo Renzi per la consultazione, che l'offerta slitti al 2017. L'intento iniziale del governo, che ha deciso di quotare una nuova tranche pari a circa il 30% della società a maggio scorso, era quello di concretizzare il collocamento entro il 2016, anche per sfruttarne l'impatto positivo sui conti pubblici in termini di riduzione del debito. Un eventuale slittamento al prossimo anno, dovuto al particolare momento di incertezza dei mercati legato anche all'avvicinarsi del referendum su cui gli investitori hanno gli occhi puntati, potrebbe però mettere a rischio questo obiettivo.

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