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Quando vegano farima con sanoIl successo glocal (e siciliano) di Haikù

Se vegano fa rima con sano. Il successo glocal di Haikù

Cucina integrale e ingredienti a km 0 nelle ricette del ristorante-biomarket catanese

Se vegano fa rima con sano. Il successo glocal di Haikù

Metti una sera cena. Lontano, ma solo apparentemente, dal caos della città. Immersi in un’atmosfera da caffè letterario e all’ombra di un fico secolare, che si fa spazio tra i palazzi. Metti la sorpresa di gustare una squisita pasta alla carbonara e alzarsi dalla tavola senza quella sensazione di pesantezza che di solito si accompagna agli ingredienti meno digeribili. E, a fine pasto, il gusto delicato di una cheesecake in salsa siciliana, ricoperta di cioccolato al latte vegan modicano. Può capitarvi di vivere un’esperienza come questa al ristorante Haikù di Catania. Un’esperienza, alimentare ma anche culturale, che dal 2004 contagia migliaia di persone – #vegane e non – tentate da una cucina nuova e più naturale, priva della trasformazione o del semplice snaturamento di quasi tutti quei prodotti che ogni giorno fanno parte della nostra dieta.

 

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«Il cibo dà vita e dà qualità alla vita» dice Salvo Galvagno, cuoco con oltre vent’anni di esperienza nelle cucine di mezza Europa e proprietario del ristorante-negozio catanese che espone oggi i suoi prodotti anche su #lasiciliastore.it. «Ho iniziato quando avevo appena 16 anni, cucinando i piatti della tradizione siciliana. Ma sognavo già di preparare quelli che sarebbero piaciuti ad un vegetariano come me». E il sogno si traduce in realtà nel 2004, quando Haikù nasce in via Quintino Sella, nel pieno centro del capoluogo etneo. L’idea di fondo è abbinare ad un’alimentazione vegana integrale, una cucina che riscopra l’essenza e l’equilibrio dei prodotti della terra: ricette a base di cereali, legumi. verdure di stagione, piatti tipici o world food rivisitati in chiave vegana o macrobiotica. Ma soprattutto materie prime a km 0.

«La cucina vegana e biologica - spiega l’imprenditore-chef - spinge spontaneamente al rispetto della natura e della terra che ci danno sostentamento. Da qui sorge il rispetto per i tempi di maturazione dei prodotti base, tant'è che il menù varia continuamente: quello serale ogni due mesi, mentre il pranzo a buffet varia ogni giorno, anche in base alla disponibilità di ortaggi, frutta e verdura». Ma cosa vuol dire rivisitare i piatti della tradizione? «Una lasagna aggiunge Galvagno – può essere reinterpretata sostituendo al ragù di carne, un seitan fatto in casa, come nel nostro caso. E anche nel caso dei dolci, non usiamo derivati animali come latte e uova, né glutine. Mentre sostituiamo allo zucchero, un alimento più semplice e di antico utilizzo come il malto». Un’artigianalità che in Haikù si estende anche al vino biologico siciliano, alla birra di Vittoria e ad una varietà di bibite dal gusto “vintage” – limonate, aranciate, chinotti - prodotte senza l’uso di additivi industriali.

 

 

Ristorante e bio-shop, con un piccolo negozio al cui interno è possibile comprare farine, grani tipici siciliani, creme di sesamo e frutta secca. Ma Haikù è anche associazione culturale, dedicata all’organizzazione di corsi e seminari, prevalentemente di cucina, incentrati sull’alimentazione e il benessere psico-fisico della persona. «Un’occasione in più per aprire un rapporto con il cliente al di là del semplice pasto». Ma come la mettiamo con l’e-commerce ? «Anche quella è un’opportunità di scambio e di contatto – sottolinea Galvagno -. Ma che si traduce in risultati solo quando resta inalterata anche la qualità e vitalità di ciò che si offre».

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