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Crisi Alitalia, rischio ripercussioni a Fontanarossa: rivive “incubo Wind Jet”

Anche su Catania l'impatto del "no" dei lavoratori al referendum sul piano di ristrutturazione. «A rischio soprattutto le società di handling»

Crisi Alitalia, rischio ripercussioni a Fontanarossa: rivive “incubo Wind Jet”

C'è grande allarme tra sindacati e lavoratori dello scalo etneo. All'indomani della bocciatura dell'accordo firmato dai sindacati confederali - «il migliore possibile con una pistola puntata alla tempia, ma non ci si venga a dire che il referendum non si doveva fare», aggiunge Grasso - si paventano scenari a tinte fosche. «Il primo effetto del commissariamento di Alitalia - spiega il segretario della Filt Cgil etnea - sarà il congelamento dei debiti, quindi pagamenti bloccati a chi offre i servizi di handling alla compagnia. Pensare che i commissari risaneranno Alitalia è un'utopia, perché dopo il prestito ponte la soluzione finale sarà la vendita o la liquidazione. Una situazione che conosciamo bene. Scontiamo ancora la vicenda Wind Jet: con il concordato ai fornitori è stata pagata una percentuale minima dei loro crediti e i dipendenti sono stati tutti licenziati. Meno della metà è riuscita a ricollocarsi».

 

Questo è lo spettro che si aggira su Fontanarossa, scalo in “attivo” per la compagnia di bandiera. Qui i dipendenti di Alitalia (caposcalo, vice caposcalo di servizio e tecnici) sono 23 e avrebbero anche votato a favore dell'accordo: 12 sì, 9 no, 2 non votanti, in linea «con il voto in tutti gli scali più piccoli», rivela Grasso. Assistenti di volo e piloti non fanno più “base Catania”. Si teme anche per la situazione della GH Catania, società che fa handling ad Alitalia e conta oltre 500 dipendenti. «La società utilizza già ammortizzatori sociali, avendo individuato esuberi per circa 100 unità proprio in seguito al crollo di Wind Jet - spiega Grasso -. Immaginiamoci cosa potrà succedere quando le tratte Alitalia, mediamente 23 voli giornalieri con una previsione di incremento in estate, saranno acquisite da altre compagnie che non sono clienti di GH Catania».

 

Il nodo, infatti, è proprio qui. Nulla assicura che gli handlers delle compagnie che rileveranno i tanti slot Alitalia assorbano il personale di GH se questa sarà costretta a licenziare. Non ci sono quelle che i sindacati chiamano “clausole di salvaguardia”. Dunque, tanti posti di lavoro a rischio.

 

Soluzioni? «A Catania ci sono troppe società di handling, ben quattro, che si fanno una concorrenza spietata determinando un abbassamento dei prezzi sino al 30-40% rispetto a qualche anno fa - spiegano Alessandro Grasso e il segretario generale della Cgil etnea Giacomo Rota -. Il sistema è senza regole, è alla mercé delle compagnie aeree e così non può reggere: finiremo per avere sempre più passeggeri e licenziamenti in aumento, un paradosso. A Roma Fiumicino è intervenuta la società di gestione limitando a tre le società di handling, chiediamo che anche la Sac intervenga facendo un bando per limitare gli handlers: a Fontanarossa ne bastano due. Contestualmente - continuano i sindacalisti - bisogna prevedere clausole di salvaguardia dell'occupazione, determinare una percentuale delle future assunzioni da destinare al riassorbimento degli esuberi».

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