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In Belgio con La Sicilia nel cuore (e sul tablet)

In Belgio con La Sicilia nel cuore (e sul tablet)

Alfio Caronia da Villasmundo a Dour, dove è un affermato imprenditore

In Belgio con La Sicilia nel cuore (e sul tablet)

«Bonjour ! Monsieur Alfio Caronia ?». E' più o meno ora di pranzo quando proviamo a contattare telefonicamente uno dei nostri più abitudinari (e affezionati) lettori dall'estero. A risponderci, dall'altro capo del telefono, è una voce pacata che tradisce una certa timidezza, a dispetto dell'intraprendenza imprenditoriale mostrata a migliaia di chilometri da quella Villasmundo - a due passi da Siracusa - che monsieur Alfio ha dovuto lasciare ormai diciotto anni fa.

«Abbiamo scelto di trasferirci qui a Dour, in Belgio - racconta Caronia - perchè mio padre Alfio (nonno, papà e figlio portano lo stesso nome) aveva in zona diversi amici e sapevamo di poter trovare da queste parti buone opportunità di lavoro e un futuro un po' meno precario rispetto a quello intravisto in Italia. Nella regione in cui vivo quasi tutti possono contare su una buona sicurezza economica e pianificare progetti familiari e lavorativi di lungo respiro. Basta aver voglia di lavorare». E, in fondo, rimboccarsi le maniche non è mai stato un problema per i Caronia, con papà Alfio e fratello subito alla ricerca di un impiego, trovato in breve tempo in un'azienda di rivestimenti per esterno e con gli altri tre figli impegnati a completare gli studi avviati in Sicilia. «Il mio primo lavoro qui a Dour - spiega ancora Alfio junior - è stato come parrucchiere. Ma si è tratta solo di un breve periodo». 

Già nel 1999, infatti, la voglia di fare impresa della famiglia siracusana si traduce in un'azienda di costruzioni, «ci occupiamo di arredo urbano e di pavimentazione di strade e piazze in tutto il Paese», che oggi dà lavoro a ben 9 addetti specializzati, oltre ad impegnare papà, mamma e i figli maschi di casa Caronia. «Rosita e Lucie hanno preferito seguire altre strade. La prima aprendo un salone di bellezza. La seconda trovando lavoro nel settore calzaturiero».

L'attività d'impresa ha sempre assorbito quasi completamente monsieur Alfio, «per presentare i progetti a privati e amministrazioni in tutto il Belgio ci tocca spesso percorrere in auto anche 5-600 chilometri al giorno e normalmente il mio orario di lavoro non è mai inferiore alle 13-14 ore». Ma quando trova allora il tempo per leggere La Sicilia ? «Do uno sguardo dal pc ai giornali italiani appena sveglio, prima di uscire di casa. E' un'abitudine che mi ha trasmesso mio padre e appartiene a quelle poche cose che mi tengono ancora legato al mio Paese d'origine. Poi, a fine giornata, completo la lettura sul mio tablet». E se gli chiediamo quali sezioni legge con maggiore piacere, la risposta non si rivela per nulla scontata: «Tra le pagine che leggo con maggiore attenzione ci sono spesso quelle di cronaca di Siracusa e quelle dedicate alla politica. E su questo argomento mi farebbe piacere trovare sempre più inchieste svolte dai vostri cronisti. In più, da appassionato di calcio e Formula uno, leggo sempre con una certa voracità anche le pagine sportive».

L'imprenditore italo-belga esprime parole di grande apprezzamento verso il modo in cui Dour ha accolto la sua famiglia e si scusa per l'uso di alcune espressioni in siciliano «ncarcatu». Ma se gli chiediamo quante possibilità ci siano di fare rientro in Sicilia insieme alla sua famiglia, per un attimo l'emozione stringe la gola a monsieur Alfio: «la nostra vita, quella del mio bambino è ormai qui in Belgio. Voi sapete meglio di me come vanno le cose in Italia. Ritorneremo nella "nostra" Sicilia forse solo quando anche lì vivere ritornerà ad avere un significato diverso dal sopravvivere». 

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