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Locali dell'Asp all'università rumena di Enna, chiuse indagini su Crisafulli

L'ex senatore Pd è accusato di abuso d’ufficio ed invasione di edificio pubblico: a breve le decisioni sulla richiesta di giudizio

Locali dell'Asp all'università rumena di Enna, chiuse indagini su Crisafulli

ENNA - Chiusura di indagini per abuso d’ufficio ed invasione di edificio pubblico per l’ex senatore democratico Mirello Crisafulli, oggi amministratore unico del Fondo Proserpina, che da tre anni si occupa del supporto logistico alle attività in estensione didattica dell'Università Dunarea de Jos ad Enna. Le indagini coordinate dai sostituti procuratori Giovanni Romano e Francesco Lo Gerfo e condotte dalla Guardia di Finanza, riguardano l’approdo ad Enna dell'Università di Galati e furono avviate, nell’ottobre 2015, su impulso del Miur, dall’ex procuratore Calogero Ferrotti.

In particolare, l’indagine si è concentrata sulla concessione di un’ala dell’Umberto I per le attività dell’ateneo romeno. L’ipotesi di abuso di ufficio è contestata a Crisafulli in concorso con Giuseppe Termine ex commissario dell’Asp che nel 2014 firmò il primo protocollo d’intesa per concessione dei locali. Al solo Crisafulli, viene contestata l’invasione di edificio pubblico. I locali furono sequestrati l’11 novembre del 2015, ad un mese dall’avvio delle lezioni dei corsi di lingua romena. Sequestro per cui venne presentato l’esposto contro l’ex procuratore Ferrotti, per cui adesso Crisafulli ed il suo legale Augusto Sinagra sono stati rinviati a giudizio per calunnia al Tribunale di Catania.

Contestata, però ad ignoti, l’ipotesi di “falso per soppressione” per la sparizione della copia originale del primo protocollo d'intesa siglato tra Asp e l’allora Fondazione Proserpina nel 2014 con cui si autorizzava l’utilizzo dei locali dell’Umberto I.

Stralciata, l’ipotesi di truffa aggravata ai danni degli studenti per presunta mancata validità in Italia della laurea per un nuovo approfondimento investigativo. Tra gli ultimi colpi di scena del “caso Enna” anche una sanzione dell’Agcom da 5000 euro per pubblicità ingannevole, al Fondo Proserpina ed alla Dunarea de Jos.

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