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Enna, «La Tari è legittima, non ci sono duplicazioni»

Il comune risponde alle preoccupazioni dei cittadini sul calcolo della tassa per i rifiuti per le cantine e i garage

Enna, «La Tari è legittima, non ci sono duplicazioni»

Enna - «Molti Comuni hanno moltiplicato illegittimamente la tassa sui rifiuti».

Da qualche giorno questa scoperta ha creato non poco allarmismo e preoccupazione tra i cittadini ma soprattutto nei Comuni che, laddove fosse stabilita questa verità, sarebbero costretti a sonori rimborsi nei riguardi degli utenti. A scoprire il vizio di forma è stato il parlamentare del Movimento Cinque Stelle Giuseppe L'Abbate, al quale sono seguite tutta una serie di reazioni, compresa quella del Comune di Enna dove il dirigente della Ragioneria, Letterio Lipari, ha subito tranquillizzato amministratori e contribuenti.

Il dirigente comunale ha spiegato che, in merito a possibili errori nel calcolo della quota variabile della Tari sulle pertinenze delle abitazioni, il Comune di Enna ha applicato, fin dall'istituzione della Tari nel 2014, solo la “quota fissa” su garage e cantine, indipendentemente dal numero degli occupanti dell'abitazione.

Alla luce di ciò, è la rassicurazione, nelle bollette non si sono verificate duplicazioni di tassazione o addebiti ingiustificati «e possono essere riscontrate con le bollette già in possesso dei contribuenti, oltre che con quelle in corso di recapito per il 2017» fanno sapere dal Comune.

Molti enti locali hanno applicato più volte su un singolo immobile, applicandola anche su garage, soffitte e cantine, la quota variabile che caratterizza la tassa sui rifiuti tant'è che sulla vicenda è intervenuto anche il Dipartimento finanze del ministero dell’Economia che ha annunciato un documento di chiarimento sulle modalità di corretta applicazione della Tari.

La scoperta dell’anomalia ha provocato anche la reazione del Codacons che ha presentato un esposto alle Procure siciliane per chiedere di accertare eventuali reati commessi come la truffa, appropriazione indebita e truffa aggravata e alla Corte dei Conti per verificare se si possono scongiurare eventuali danni erariali.

Una diffida è stata invece inviata all'Anci affinchè tutti i Comuni rendano pubbliche le modalità del calcolo della Tassa sui rifiuti solidi ed il Comune di Enna ha dunque risposto tranquillizzando tutti.

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