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Società di Catania frodava sui ticket sanitari a Enna: scatta sequestro

Sigilli ai beni dei rappresentanti della ditta che gestiva il Cup : danaro, beni e automobili, per diverse centinaia di migliaia di euro

Società di Catania frodava sui ticket sanitari a Enna: scatta  sequestro

ENNA - Avrebbero frodato sui ticket ospedalieri dell’Asp di Enna per 700 mila euro, così i rappresentanti di una società di Catania, affidataria del servizio integrato di gestione Cup-Call center-Riscossione ticket dell’Asp 4 di Enna, hanno subito un provvedimento di sequestro preventivo di danaro, beni e automobili, per diverse centinaia di migliaia di euro, emesso dal Gip. Le indagini sono state avviate alla fine del 2016, dopo una serie di segnalazioni e denunce alla Procura, per l’ipotesi di peculato ai danni dell’Asp.

La misura è stata eseguita dalla Sezione reati contro il patrimonio e la pubblica amministrazione della squadra mobile, e dalla Sezione mobile del nucleo polizia economica-finanziaria della Guardia di finanza. La misura cautelare è stata eseguita con l’impiego di numerosi poliziotti e finanzieri, che hanno operato sia nella città di Catania e nei comuni limitrofi, dove risiedono gli indagati, che ad Enna.

Nell’inchiesta sono rimasti coinvolti C.G.M.I., 42 anni, di Tremestieri Etneo, amministratore della società affidataria del servizio, e C.O.D., 33 anni, anche lui di Tremestieri Etneo, gestore di fatto della società insieme a R.F., 40 anni, anche lei di Tremestieri Etneo, nel catanese. Gli investigatori hanno scoperto che la società affidataria del servizio inviava regolarmente all’Azienda sanitaria provinciale copia delle disposizioni di bonifico, "apparentemente" regolarmente quietanzate; ma grazie ai controlli effettuati dal personale dell’Asp è stata accertata la totale mancanza di versamenti, inizialmente stimata in 535.087,35 euro. 


Il gip del Tribunale di Enna ha disposto il sequestro di 443.041,79 euro, tenuto conto che dall’ammanco complessivo è stato recuperato dall’Asp l’importo di 242.349,27 euro, pari alla somma della fideiussione contrattuale incamerata ed ai residui corrispettivi dovuti per le prestazioni contrattuali rese dalla società, cessata dal servizio dal mese di gennaio 2017 e successivamente messa in liquidazione.

Sotto sequestro sono finiti una villetta a Tremestieri Etneo, composta da 8,5 vani, per un totale di 203 metri quadrati; un orologio d’oro Cartier; una Fiat 500; nonchè 13 quote di partecipazione in 8 società, variamente ripartite, intestate agli indagati, per un valore complessivo equivalente all’ammontare del sequestro. Inoltre, gli incestigatori hanno proceduto alla notifica del provvedimento nei confronti di 8 banche e intermediari finanziari per porre sotto sequestro 25 rapporti (conti correnti, depositi, titoli, fondi azionari) emersi dalla consultazione dell’Anagrafe dei Rapporti Finanziari, per i quali sono i corso le opportune verifiche per quantificare l’ammontare delle giacenze e dei valori.

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