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Piazza Armerina, l'innovativo (e difficile) intervento che ha rimesso a posto la spalla di Luigi

L'équipe dell'ospedale Chiello guidata dal dott. Ferdinando Granata in cinque ore ha restituito al paziente la funzionalità del braccio (persa sin dalla nascita) grazie ad una "protesi inversa"

A piazza Armerina l'innovativo (e difficile) intervento che ha rimesso a posto la spalla di Luigi

Da destra: il dott. Ferdinando Granata, il paziente Luigi Edoardo Luigi Eduardo Yamartye, la direttrice dell'ospedale dott.ssa Rosalia Lo Gerfo e la madre del ragazzo

Un intervento chirurgico di notevole spessore e difficoltà è stato effettuato dal dott. Ferdinando Granata dell’Ortopedia del «Chiello» di Piazza Armerina su un ragazzo di 18 anni venezuelano, Luigi Eduardo Yamarte, affetto da grave malformazione della testa omerale e della glena della spalla destra conseguente a paralisi ostetrica.
La malformazione aveva provocato notevole impotenza funzionale con impossibilità a portare la mano in bocca e ovviamente dietro la schiena con ovvi riflessi psicologici per il ragazzo.


La famiglia (papa venezuelano e mamma napoletana) aveva cercato di risolvere il problema da tempo consultando le cliniche ortopediche, iniziando dal Rizzoli, poi richiedendo visite da altri specialisti a Milano, Firenze, Roma, Napoli ma non erano riusciti ad ottenere speranze di successo. Solo per caso un imprenditore siciliano ha però consigliato il dott. Ferdinando Granata dell’ospedale Chiello di Piazza Armerina che ha dato invece qualche speranza e spiegando che vi era il 50% di possibilità di successo.

«Ho deciso di far costruire una protesi inversa di spalla su misura, cioè che si adattasse perfettamente all’omero e glena del paziente. Dopo 5 ore di intervento sono riuscito a realizzare l’intervento come accuratamente programmato. Luigi Eduardo è stato dimesso, clinicamente si evidenzia una buona ripresa articolare, Eduardo è felice in quanto riesce già con la mano a toccarsi il viso». Soddisfazione è stata espressa anche dalla direttice dell’ospedale Rosalia Lo Gerfo.

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