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Piazza Armerina, Casalotto escluso dal Palio

Casalotto escluso dal Palio

Piazza Armerina. Per la prima volta nella storia del Palio dei normanni uno dei 4 quartieri non parteciperà alla sfilata storica e neppure alla Giostra del saraceno. Ieri a mezzogiorno, alla scadenza della proroga data dall’amministrazione comunale per le iscrizioni degli aspiranti cavalieri della quintana, nessun cambio di rotta si è registrato da parte del comitato del quartiere Casalotto che avrebbe dovuto validare le istanze. Il direttivo del Casalotto con il presidente Tornetta e Aldo Arena (che l’organismo del magistrato dei quartieri ha destituito alcuni giorni fa dalla carica di priore), non sono tornati sui loro passi, e hanno ribadito la decisione di non partecipare perché occorre una revisione generale della kermesse.

Alle 11.30 Arena ha varcato il portone della sede comunale di Atrio Fundrò e ha depositato un documento indirizzato al sindaco con cui diffida Miroddi a non utilizzare le insegne del quartiere Casalotto nella 3 giorni della manifestazione. Già la sera precedente Arena avrebbe incontrato i cavalieri che avevano intenzione di iscriversi alle selezioni i quali avrebbero condiviso le motivazioni esposte dal comitato.

«Apprendo con amarezza - dice Arena - di essere stato destituito dalla carica di priore del magistrato dei quartieri, e addirittura sostituito da due commissari per aver “danneggiato l’immagine collettiva dei Quartieri”. Durante l’espletamento del mio ruolo mi sono sempre attenuto ai principi e ai doveri che lo statuto impone e la sofferta decisione di non partecipare alla imminente edizione del Palio, nasce proprio dalla impossibilità di svolgere il compito assegnatomi con il dovuto zelo a cagione di una strutturale mancanza di programmazione dell’evento da parte dell’amministrazione comunale, il provvedimento sanzionatorio è inopportuno ed illegittimo».

L’ex priore spiega perché: «Questo provvedimento non è conforme allo statuto adottato dal magistrato dei quartieri. Nessuna convocazione formale è stata fatta a me e ai componenti del quartiere Casalotto, non è dato sapere con quale maggioranza qualificata la decisione sia stata adottata, chi ha partecipato a tale adunanza. Nessun verbale di tale assemblea mi è stato notificato, né è mai stato previsto dalle linee guida dell’associazione Magistrato dei Quartieri, la figura del commissario. Sconcertanti e illegittime sono tali condotte, fortemente lesive della mia dignità di persona che ha il solo torto di aver voluto spezzare il cordone che lega la manifestazione agli interessi di certa politica. La proroga dei termini per l’iscrizione dei cavalieri è l’evidente tentativo di conseguire la partecipazione dei cavalieri del Quartiere Casalotto (privi del visto del quartiere di appartenenza) che si vedrebbero legittimati dai “commissari” appena nominati. Su questo punto, anche alla luce della inesistenza statutaria di tale cariche, mi attiverò in tutte le sedi per difendere il decoro e la dignità della mia persona e quella del quartiere Casalotto».

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