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L'Europa e Israele si rivolgono all'Università Kore per i test sismici

Il centro sismico del polo ennese snobbato dagli italiani

Terremoto e prevenzione: Oltre cento scosse registrate in Sicilia da gennaio a luglio I sismografi dell'Istituto nazionale di Geofisica registrano quotidianamente tutti i movimenti tellurici

La Kore ha realizzato un Centro sismico internazionale che è nelle condizioni di dare risposte concrete alle criticità. Il Centro viene utilizzato da Francia, Germania, l’Inghilterra e ultimo Paese a usufruirne è Israele, mentre è ignorato dall’Italia. Ancora dagli Istituti vulcanologici italiani non si vuole accettare che l’università di un piccolo Comune possa essere all’avanguardia in questo campo. Il Centro sismico della Kore è stato finanziato dalla Comunità europea con 11 milioni di euro e una volta realizzato dal gruppo del prof. Giovanni Tesoriere, si è messo a disposizione dei Paesi europei. Già da tempo erano state realizzate delle tavole vibranti che hanno il compito di testare le strutture edili, quindi vedere qual è il loro comportamento davanti a delle scosse sismiche intense. Da sottolineare che dopo il terremoto del Centro Italia la struttura della Kore non è stata ancora interpellata. 

«Nell’ambito della prevenzione abbiamo sentito di tutto e il contrario di tutto nel dopo Amatrice e degli altri Comuni - ha dichiarato il prorettore Giovanni Tesoriere - ma il nostro centro è stato ignorato nonostante la Comunità europea lo ritiene uno dei più grossi centri di ricerca europeo e destinato allo studio della sicurezza. Al Centro docenti e studenti non solo hanno le idee chiare su come si opera da un punto di vista antisismico ma ci sono gli strumenti e i laboratori per verificarne la bontà. Il laboratorio serve, e questo gli esperti lo sanno tutti, anche per testare i sistemi di riduzione del rischio sismico».

Tesoriere evidenzia che il Centro sismico della Kore, recentemente è stato interpellato dai sismologi francesi per verificare il funzionamento sotto sisma delle valvole da montare in una centrale nucleare.

«Penso al centro europeo - sottolinea Giovanni Tesoriere - perché si studino e si verifichino i sistemi per la messa in sicurezza del patrimonio edilizio, si possono svolgere studi per brevetti a protezione dei monumenti storici e delle opere d’arte. In Italia nessuno presta attenzione alla messa in sicurezza di monumenti ed edifici storici che tra l’altro rappresentano l’identità di un popolo. Il Centro sta lavorando su un brevetto israeliano, nella realizzazione di un basamento attivo che, se sollecitato da scosse, si muove in relazione al movimento tellurico e la statua rimane così ferma».

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