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Giovane maestra con figlio disabile ora è costretta a emigrare a Treviso

La storia di Candida rappresenta gli effetti deleteri della riforma «Buona scuola»

Giovane maestra con figlio disabile ora è costretta a emigrare a Treviso

Gagliano (Enna) -  Per quest’anno potrà insegnare all’Istituto Don Bosco di Troina, ma non è affatto finita l’Odissea di Candida Schembari, giovane maestra gaglianese e mamma di un ragazzo disabile, “necessariamente e continuamente bisognoso di aiuto”. Dall’anno prossimo sarà infatti costretta a emigrare a Treviso. Candida ha alle spalle tredici lunghi anni di precariato iniziato dalle prime supplenze, che risalgono al 2003, e ora subisce una destinazione frutto dei provvedimenti contenuti nel pacchetto «Buona scuola» che non tiene conto della legge 104, la norma che tutela l’assistenza di parenti ammalati da parte dei dipendenti pubblici e privati.

«Ho cominciato a lavorare nel 2003, nonostante avessi superato nel ’95 e nel 2000 il concorso per l’abilitazione per zero posti a Enna - racconta Candida - poi nel ’99 è nato mio figlio, con problemi sin dalla nascita e oggi quasi diciottenne. Per questo ho cominciato a insegnare solo quattro anni più tardi».

«Nell’agosto del 2015, quando si facevano le domande di assunzione, in cui bisognava scegliere tra le province d’Italia, non vi era alcuna previsione per la 104 - prosegue -. Allora c’era l’opportunità di rimanere in “Gae” (Graduatoria a esaurimento), ma col rischio di rimanere fuori per la soppressione della graduatoria. A quel punto, pur avendo difficoltà familiari, non ho potuto mettere la 104. Ma il mio sogno è sempre stato quello di insegnare e non potevo rischiare di restare fuori. A novembre del 2015 ho ricevuto tramite e-mail la notizia che, mentre stavo già lavorando a Troina, ero stata assegnata a Cagliari. Inizialmente avevo deciso di rinunciare, perché era impossibile per me andare via e lasciare la mia famiglia. Poi ho usufruito del congedo biennale, che viene concesso solo per la 104, da dicembre del 2015 al 1 luglio del 2016. A quel punto ho fatto la domanda di mobilità straordinaria, dove avrei potuto anche indicare le province della Sicilia, ma rischiavo di rimanere di nuovo fuori perché probabilmente in Sicilia non c’erano posti da assegnare. Così ho scelto, come ultima spiaggia e in coda alla lista delle province, Treviso. Qui so di poter contare sull’aiuto di mia cognata, ma questa scelta è stata un’arma a doppio taglio. Immediatamente sono stata assunta a Treviso e non potevo fare nemmeno “la conciliazione”, perché “l’avevo scelto io”».

«A ogni modo ho preso servizio l’1 settembre, ma poi, dall’indomani, ho usufruito del congedo biennale - prosegue il suo racconto - e così, visto che ad agosto avevo fatto domanda per l’assegnazione provvisoria destinata alle precedenze entro i 30 chilometri dalla residenza, il 19 settembre sono stata convocata dall’Istituto Comprensivo Don Bosco di Troina”. Ora le preoccupazioni sono tutte orientate verso il futuro, perché “la buona scuola” prevede che ci sia un blocco triennale ai trasferimenti: per tre anni Candida non potrà chiedere la mobilità. “Sono dunque bloccata a Treviso – conclude -. Spero di poter acquisire un diritto, non sotto casa, ma almeno in Sicilia, in prossimità della mia famiglia. Lo auguro non solo a me, ma anche alle mie colleghe».

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