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Pietraperzia, blitz antidroga, 8 arresti

Tra le persone fermate dai carabinieri anche tre catanesi

Pietraperzia. Vasta operazione antidroga da parte dei carabinieri con epicentro a Pietraperzia, ma interessati anche i comuni di Riesi, Caltanissetta, Catania e Cortina con l'impiego di almeno 80 uomini di cui 40 del comando provinciale ennese e altre unità provenienti da Riesi, Catania e Caltanissetta. Due le misure cautelari in carcere nei confronti di Giuseppe Di Marca (33 anni, coordinatore e finanziatore del gruppo) di Liborio Lo Presti (36 anni, arrestato a Cortina dove era in cerca di lavoro ed era ospitato dalla sorella) mentre Filippa Ausilia Lorina (29 anni, moglie di Di Marca) avrà l'obbligo di firma ed per cinque è scattato il divieto di dimora in privincia di Enna:, Marco Iacona (34 anni di Caltanissetta), Carmelo Di Stefano (25 anni di Riesi) ed i tre catanesi Maurizio Cutuli di 46 anni, Carmelo Flora di 22 anni, Desirèe Roberta Gennamari di 22 anni, questi ultimi due non pregiudicati, fornitori della droga, che si smerciava in grande quantità a Pietraperzia. Altre 17 persone sono state denunciate.
Un'operazione iniziata nel giugno del 2015, quando le indagini dei carabinieri della locale stazione hanno cominciato ad accertarsi che a Pietraperzia cominciavano a circolare grandi quantitativi di droga, proveniente per lo più da Catania e da Palermo. Era il periodo degli attacchi ai carabinieri della stazione di Pietraperzia, che negli ultimi tempi ha fatto registrare diversi atti intimidatori, anche nei confronti del sindaco Bevilacqua e poi l'omicidio dell'avv. Bonanno.
Pietraperzia, dunque, in atmosfera da Far West, con l'aggiunta di uno spaccio di droga molto consistente e acquistata in grande quantità (hashish, cocaina, eroina) che riforniva soprattutto i giovani.
A Giuseppe Di Marca, tra gli indumenti già in lavatrice, sono stati trovati 17 mila euro in biglietti di vario taglio; la sua abitazione era controllata da un sofisticato sistema di video sorveglianza. La moglie collaborava sia nella sistemazione della droga che nella vendita, che avveniva anche a credito. Giuseppe Di Marca aveva acquisito una moto Kawasaki, fornendo a Marco Iacona il corrispettivo di un panetto e mezzo di hashish.
Le indagini erano partite a giugno dello scorso anno a seguito di una denuncia per minacce e lesioni presentata da una diciottenne di Pietraperzia nei confronti di due giovani, poi indagati. Operando sulle dichiarazioni della giovane, i carabinieri della stazione e quelli della compagnia di Piazza Armerina, diretti dal capitano Bulla, hanno scoperto che c'era un consistente traffico di stupefacenti sia a Pietraperzia che nei Comuni vicini con figure di primo piano Giuseppe Di Marca e Liborio Lo Presti, che era il messaggero, quello che andava ad acquistare la droga e che portava i clienti.
A Carmelo Di Stefano, pregiudicato di Riesi, era stata ceduta della droga per un valore di 1.500 euro. A Catania Lo Presti aveva incontrato i tre catanesi nella zona di Zia Lisa ed aveva acquistato un certo quantitativo di droga sborsando 3.300 euro. Nel giugno del 2015 Lo Presti tornava da Palermo con 30 panetti di hashish di circa 3 chilogrammo acquistati con denaro contante.
Di Marca è stato trasferito nella casa Circondariale di Caltanissetta, Lo Presti, è stato invece trasferito nelle carceri di Belluno.

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