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Il sindaco di Aidone: «L'arrivo di altri migranti crea uno squilibrio sociale»

Il primo cittadino contrario alla struttura per 60 minori non accompagnati. Lettera al prefetto: «Abbiamo 150 stranieri su 5.000 abitanti»

Il sindaco di Aidone: «L'arrivo di altri migranti crea uno squilibrio sociale»

Il sindaco di Aidone Vincenzo Lacchiana ha inoltrato al prefetto di Enna, all’assessorato regionale alla Famiglia e alla questura di Enna una nota in cui si fa presente il rischio di squilibrio sociale per eventuale presenza di ulteriori migranti.

La nota scaturisce dopo che è pervenuta al Comune di Aidone una richiesta di parere rispetto ad una struttura di Primissima accoglienza per 60 minori stranieri non accompagnati da ubicare ad Aidone. Il sindaco premette: «Aidone è una delle municipalità italiane che si distingue per il modello di accoglienza diffusa. Un modello che ha consentito nel corso degli ultimi quattro anni di instaurare un’accoglienza innovativa, con i migranti che abitano nelle case del centro storico, una trentina di case in affitto. Il modello ha permesso di azzerare i conflitti, di instaurare un ottimo rapporto di integrazione con la cittadinanza coinvolta nella politica di integrazione attraverso le associazioni territoriali».

I migranti svolgono attività varie: da quelle turistiche, alla sistemazione del verde pubblico e pulizia della città.

«In questo momento - prosegue Lacchiana - Aidone accoglie circa 150 migranti su una popolazione di circa 5.000 abitanti con una media di 1 migrante ogni 33 migranti. Oltre la presenza di uno Sprar e di un Cas, è inoltre ubicata una struttura di seconda di accoglienza per 15 minori stranieri non accompagnati».

Lacchiana non è favorevole alla presenza di altri migranti, spiegando le motivazioni: «La presenza di un centro collettivo di 60 minori - aggiunge Lacchiana - aumenterebbe il numero dei migranti sul territorio, mettendo a repentaglio il modello di accoglienza diffusa. Non è pertanto opportuno aumentare il numero dei migranti in una città il cui numero degli stessi è già numeroso. I modelli di integrazione in atto nella città di Aidone sono già sperimentati e coinvolgono tante associazioni presenti nel tessuto sociale e soprattutto permettono ai migranti di abitare nelle case al pari dei cittadini aidonesi. La collocazione di un centro collettivo per minori in numero così elevato farebbe saltare i sistemi di accoglienza». In provincia di Enna sono solo 6 i comuni che ospitano rifugiati e richiedenti asilo nido.

«Strutture di questo tipo - conclude Lacchiana - potrebbero coinvolgere municipalità in cui questo momento non c’è la presenza di migranti» e chiede un autorevole intervento del prefetto.

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