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Enna, un anno fa il cedimento di viale Savoca e la strada è ancora chiusa

Dopo promesse e rassicurazione, oggi nessuno parla più di questa arteria, dimenticata dalle istituzioni ma non dai cittadini

Enna, un anno fa il cedimento di viale Savoca e la strada è ancora chiusa

Domenica 1 novembre 2015, la città si sveglia con la tipica “paesana” che avvolge la città, ma poco prima di mezzogiorno accadrà qualcosa che rimarrà impressa negli occhi di molti ed avviene quando scivola giù parte del viale Paolo e Caterina Savoca. Non ci sono né vittime né feriti ma dei danni, questi sì, che dovranno essere riparati. Da quel giorno è passato un anno e viale Caterina Savoca è ancora chiuso. Nell'immediato viene spiegato alla città che si farà in fretta ma servirà pazienza. E in effetti l'iter burocratico va avanti celermente tra dichiarazione dello stato di calamità (è la prima volta per Enna), concessione del finanziamento e ripartizione dei fondi. L'ultimo atto, in tal senso, arriva circa tre mesi fa. Il Consiglio dei Ministri e la protezione civile regionale riconoscono ad Enna circa un milione e settecento mila euro e trova per il capoluogo anche un altro milione per il completamento della “Panoramica”.

Oggi però i cittadini si chiedono con ansia, ma anche nervosismo, perché nessuno parla più del viale Savoca ma soprattutto temono che possa “calare” giù un pericoloso silenzio che porti alle lunghe la ricostruzione della strada. In realtà si sta lavorando sodo e non ci si è mai fermati un momento spiega Lorenzo Colaleo a cui il sindaco in quella brutta giornata affidò la guida del Centro operativo comunale per la sua esperienza nel campo della protezione civile. Come detto, dunque, in atto non c'è nessuna fase di stand by perché l'iter procede ed attualmente il progetto è sotto la lente d'ingrandimento dello studio di fattibilità, una fase di studio e calcoli dove vengono valutati i progetti prima di portarli alla gara di appalto che, spiega ancora Colaleo, verrà fatta tra ditte iscritte nell'albo dei lavori specialistici della protezione civile. Una scelta, questa, voluta dal Comune per accelerare l'iter e dare al progetto una ditta specializzata nel settore.

A far ben sperare gli addetti ai lavori il ruolo del capo del dipartimento regionale di protezione civile, Calogero Foti, il quale sta seguendo direttamente l'iter com'è suo solito fare. Di date certe per ora non ce ne sono perché l'intento è quello di far bene oggi per non fare errori domani; l'obiettivo è invece quello di iniziare i lavori nei primi mesi del nuovo anno, un auspicio forte nei cittadini, che vedono in questa strada una via strategica per la città, così come per chi abita in quelle zone e vive nell'attesa ormai da un anno.

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