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Per l’olio un’annata disastrosa

Di Renato Pinnisi |

Barrafranca (Enna) –  Un’annata nera per la produzione di olio con i frantoi vuoti e i prezzi dell’olio che è raddoppiato rispetto i dati dello scorso anno.

Ma nonostante la carenza c’è chi va per le strade urbane e vende l’olio ad un prezzo stracciato. Come mai? Infatti un furgone con persone che hanno un accento dell’agrigentino hanno piazzato l’olio a 2,50 euro al litro (colore chiaro con un odore forte) senza sapere la provenienza e su cosa sia stato messo all’interno dei bidoni. Eppure qualche barrese c’è cascato e ha visto in quella proposta una “convenienza” ma mai saprà cosa berrà. Il prezzo dell’olio, dato il periodo nero per i raccolti in media quest’anno è di 70-80 euro al decalitro ma varia fino a 100 euro. Nei mercati internazionali l’olio della Tunisia (3,63 euro al kg) e della Grecia (3,28 euro al Kg) hanno un prezzo inferiore come si evince su Ismea Mercati e il prezzo proposto a Barrafranca da sconosciuti di 25-30 euro al decalitro induce a pensare che qualche trucco del mestiere c’è.

Addirittura c’è chi conferma che nel prezzo dell’olio, proposto da questi “produttori” agrigentini era compreso anche il bidone. Voci, non confermate, affermano che l’olio arriverebbe da lontano con un carico su una nave approdata a Porto Empedocle dai litorali del Mediterraneo e poi smistato nei centri dell’isola.

I frantoi, intanto a Barrafranca, sono stati semi vuoti e c’è stata anche la corsa ad accaparrarsi l’olio, quel poco prodotto che è rimasto. Al di la di questo la resa delle olive quest’anno è stata molto più elevata con picchi anche di 30 litri ogni 100 chili di olive, come ad esempio verificatosi nel frantoio Ferreri di contrada Sitica – Buitto dove la molitura avviene con la modalità a freddo.

La media di produzione di quest’anno è stata più alta dello scorso anno, con i 20-21 litri ogni 100 kg. Molti professionisti si interrogano sulle cause di questo disastro, e il poco olio ha fatto schizzare il prezzi al 50 per cento (dai 40 euro fino agli 80 e anche i 100 euro). C’è chi valuta anche il cambiamento climatico e l’inquinamento come uno dei fattori principali che fanno insorgere nuove patologie nelle piante. Gli anziani barresi invece affermano che una crisi della produzione dell’olio come questa non si è mai verificata e c’è chi nella centrale piazza Regina Margherita sul problema delle piante di olivo fa riferimento alle scie chimiche presenti nei primi mesi di quest’anno ma anche la presenza di un batterio killer che ha infestato le piante. Quello che si sa è che la crisi di ettari ed ettari di uliveti nel territorio ennese e specificatamente a Barrafranca e Piazza Armerina hanno condizionato anche l’intera produzione di olio a livello isolano.

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