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Ato Ennauno, giallo sulle disposizioni di servizio: «Mansioni assegnate senza il consenso del commissario»

Sonia Alfano chiede ai dirigenti una relazione urgente sulle assegnazioni in altri Comuni e revoca sei atti in autotutela

Ato Ennauno, giallo sulle disposizioni di servizio: «Mansioni assegnate senza il consenso del commissario»

E’ giallo su alcune disposizioni di servizio con le quali lo scorso novembre alcuni dipendenti dell’Ato Ennaeuno, erano stati assegnati a svolgere mansioni presso alcuni Comuni. Si tratta di atti che sarebbero stati emessi all’insaputa della commissario straordinario Sonia Alfano, che li ha revocati in autotutela.

La vicenda legata alle disposizioni di servizio per alcuni amministrativi e tecnici sembra quindi destinata a produrre ulteriori strascichi e polemiche. Era stata la stessa Alfano, infatti, a revocare in blocco tutte quelle che erano state disposte salvo, poi, poche settimane dopo, riemetterle assegnando ai dipendenti le stesse mansioni presso.

Adesso arriva, sulla vicenda il colpo di scena. Lunedì 13 febbraio la Alfano revoca sei di quegli atti in autotutela e notifica il provvedimento ai dirigenti e al responsabile delle risorse umane dell’Ato, ai sindaci di Assoro, Barrafranca, Nissoria, Pietraperzia e Valguarnera e comunica le sue decisioni ai sindacati. Disposizioni di servizio revocate “con effetto immediato”.

Nell’atto la Alfano chiede una relazione urgente ai dirigenti e al responsabile delle risorse umane «sull’autorizzazione a utilizzare le disposizione - scrive la commissaria - atteso che la scrivente non ha mai dato questo tipo di disposizioni». Quindi chi ha deciso? Dovranno rispondere i dirigenti Salvatore Rindone e Roberto Palumbo e Vito Statello in veste di responsabile delle risorse umane, firmatari delle disposizioni di servizio revocate dalla Alfano.

I dipendenti che con gli atti annullati erano stati assegnati ai Comuni di Assoro, Barrafranca, Nissoria, Pietraperzia e Valguarnera già da ieri dovevano presentarsi in servizio presso la sede centrale. Nelle disposizioni revocate in autotutela dalla Alfano è stabilito che i costi dei singoli dipendenti, assegnati presso i cinque Comuni rimangono imputati ai “servizi generali dell’Ato”, benché erano assegnati quasi tutti i giorni, con orario part-time ai cantieri dei rispettivi Comuni, con l’obbligo di presentarsi, comunque presso la sede di Enna mediamente tre mezze giornate a settimana.

Al momento non è noto se la Alfano ha revocato le altre disposizioni con le quale erano stati riassegnati alle precedenti mansioni i dipendenti di area amministrativa e tecnica, richiamandoli in servizio a Enna. La questione del personale dunque resta al centro della contesa tra Ato e Srr (come riportiamo ampiamente in un articolo qui sotto, sull’ultimo vertice tra Srr, Alfano e sindacati), e finora non ci sono stati tentativi sostanziali per raffreddare gli animi. Anzi la situazione peggiora di giorno in giorno.

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