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«Referendum su Sprar e migranti»

A Nicosia la proposta di una consultazione popolare formulata dai consiglieri comunali di Forza Italia

«Referendum su Sprar e migranti»

Nicosia (ENNA) -  I consiglieri di Fi propongono il referendum consultivo sull’adesione del Comune allo Sprar che permette, comunque, di accogliere un numero contingentato di migranti ed evita l’apertura di Cas, centri si accoglienza straordinari o di strutture gestite da privati. La proposta dei consiglieri Filippo Giacobbe e Francesco La Giglia di Fi, comunque, è tradiva, considerato che entro il 31 marzo la giunta comunale deve deliberare l’eventuale adesione allo Sprar, per ottenere la clausola di salvaguardia sul numero di profughi che verranno assegnati al Comune.

Il referendum consultivo comunale, il cui esito ha esclusivamente valenza di parere e non è vincolante, non è previsto nello Statuto comunale che pure è stato oggetto di una lunga serie di sessioni e riunioni della Commissione consiliare. I referendum comunali sono stati previsti, nell’ambito delle forme di partecipazione dei cittadini che prevedono l’introduzione nello statuto comunale della possibilità di indire referendum consultivi su argomenti che devono avere interesse esclusivamente locale. Nessuno dei componenti della Commissione, mentre si lavorava alle modifiche, ha pensato di introdurre il referendum e adesso, si dovrebbe per prima cosa convocare la commissione, predisporre la modifica che introduce la consultazione popolare e poi portare il punto in consiglio comunale.

Ammesso che la Commissione si riunisca in settimana e che il consiglio venga convocato d’urgenza, si arriverebbe con tempi accelerati al 10 marzo. Una volta modificato lo statuto per indire il referendum si dovrebbe riunire un altro consiglio che propone e approva la consultazione, perché per il referendum di iniziativa popolare i tempi sono molto lunghi con la raccolta delle firme, la valutazione della legittimità del quesito, il controllo delle firme dei proponenti e poi, una delibera che indice la consultazione. Un iter molto lungo che è invece più spedito se il referendum viene chiesto dal consiglio comunale che deve deliberare la consultazione prevedendo nel regolamento del referendum. una maggioranza assoluta. Tecnicamente la proposta di Forza Italia di andare al referendum in modo che i cittadini possano esprimere il loro parere sull’adesione alla Sprar, in un Comune che non lo prevede nello statuto, sembra fine a se stessa, perché il referendum non potrebbe svolgersi entro il 31 marzo. Il Comune può aderire allo Sprar fino al 30 settembre, ma, in questo caso, nel frattempo potrebbero essere autorizzate più strutture di accoglienza e il Comune non potrebbe godere della clausola di salvaguardia. Fino a qualche anno fa quando la minoranza voleva dare voce ai cittadini per contrastare proposte della maggioranza, avviava petizioni e raccolte di firme che si organizzavano in 24 ore e dal punto di vista pratico avevano lo stesso risultato di un referendum che comunque non è in alcun modo vincolante.

La proposta del referendum consultivo sull’adesione del Comune allo Sprar inoltrata dai consiglieri Filippo Giacobbe e Francesco la Giglia di Fi, comunque, è tradiva, considerato che entro il 31 marzo la giunta comunale deve deliberare l’eventuale adesione allo Sprar, per ottenere la clausola di salvaguardia sul numero di profughi che verranno assegnati al Comune

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