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Sonia Alfano: «Ho voluto chiudere con questa farsa infinita»

L’ex commissario spiega le sue dimissioni all’Ato EnnaEuno. «La magistratura deve intervenire invece di stare alla finestra»

Sonia Alfano: «Ho voluto chiudere con questa farsa infinita»

Enna - Nessun ripensamento. Sonia Alfano non ritirerà le sue dimissioni da commissario dell'Ato “EnnaEuno” non ritenendo di dover essere “strumento di una lenta agonia”. Per la prima volta dopo le sue dimissioni Sonia Alfano parla della sua esperienza ennese. Parte innanzitutto dicendo che «mi sono ufficialmente dimessa» e chiarendo che «non devo rimetterle alla Srr ma al presidente (Crocetta, ndr) che mi ha dato l'incarico».

È un fiume in piena e si capisce subito quando parla di «farsa infinita», di gioco al massacro nei suoi confronti. Nel frattempo però fa un'analisi di quanto successo e parte da una prima considerazione: «È un dato palese, inconfutabile che quello che è accaduto, e continua ad accadere, non è responsabilità di altri se non dei sindaci che nel corso di questi dieci anni si sono alternati» e sullo sfondo ci sono dieci anni di bilanci non approvati.

«Io non sono abituata a prendere in giro la comunità, non riscaldo poltrone e lo dimostra il fatto che non appena mi sono resa conto che non c'era più margine me ne sono andata» dice Alfano che quando le viene chiesto cosa l'ha delusa di più risponde subito così: «L'atteggiamento di alcuni amministrativi ai quali avevo chiesto di non fare pignoramenti “perché i sindaci lo usano come alibi per non pagare mensilmente perché avrebbero detto che non pagavano per evitare i pignoramenti”». Ed in effetti è quanto sta accadendo da oltre due settimane. Pignoramenti che sono arrivati anche da due sindacati e, riferisce Sonia Alfano, anche da qualche dirigente «che le assicuro non era indigente e mi ha deluso anche il fatto che non sono riuscita a pagare la gente che veramente lavorava e i soldi venivano prosciugati dai pignoramenti, a quel punto ho capito che dietro c'era una regia ben organizzata» e sottolinea come, tra chi protesta in Provincia, c'è gente che quei pignoramenti li ha fatti.

Ma c'è stato qualche sindaco che ha cercato di collaborarla? Anche qui Alfano è diretta: «Sì, il sindaco di Enna è stato uno di questi, anche il sindaco di Cerami ha sempre pagato cercando di dare una mano».

Il “botto” lo riserva quando le si chiede se vede una soluzione al problema: «Sì, deve intervenire la magistratura invece di stare alla finestra. Ci sono degli abusi, dei reati e stiamo parlando di cifre colossali, fermo restando che non so cosa sia accaduto negli anni precedenti, ma da quando mi sono insediata non ho fatto altro che mandare denunce circostanziate alla Procura richiedendo spesso un intervento immediato; davanti a tutto questo i sindaci nel vedere l'immobilità hanno probabilmente acquisito una sensazione di impunità e immunità. Riscontro invece la celere attività allor quando mi denuncia il sindaco di Agira per diffamazione dopo che sono stata minacciata e diffamata da suo figlio davanti a tutti, e vengo immediatamente raggiunta da un avviso di garanzia».

Nel finale pensa ai cittadini ennesi: «Credo meritino di più di essere presi in giro un po' da tutti, c'è gente per bene onesta. Io non ho perso nulla, ho giocato la mia parte, ho fatto la mia figura di persona per bene, hanno perso le persone per bene perché era la possibilità per affermare un principio di legalità e invece ad alcuni questa situazione va bene».

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