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Piazza Armerina, l'Asp: «Mancano 170 mila euro»

Denuncia ai carabinieri per non aver percepito gli introiti della gestione dello spaccio del "Chiello" di P. Armerina

Aumento preoccupante dei casi di scabbia al «Chiello»

Piazza Armerina.L'Azienda sanitaria di Enna ha formalizzato una denuncia ai carabinieri della stazione di Enna, per un mancato introito da poco più di 170 mila euro relativi ai canoni di affidamento stabiliti per la gestione dello spaccio all'interno dell'ospedale Chiello di Piazza Armerina e il cui versamento mensile era disciplinato da una convenzione integrante l'affido della gestione.

Una vicenda complessa quella affidata adesso alle indagini dei carabinieri di Enna appena avviate e che almeno per il momento non hanno individuato indagati. Quello che si apre adesso è il secondo caso nel 2017 destinato a suscitare clamore che riguarda l'Asp di Enna.

A gennaio la Procura di Enna ha aperto una indagine ancora in corso dopo la segnalazione di un "buco" al Centro unico di prenotazione (Cup), da circa 700 mila euro che risalirebbe a poco prima della fine del 2016 nei i ticket sanitari previsti per le prestazioni erogate dall'Asp. In questo nuovo caso di cui iniziano a trapelare i contenuti, sebbene le indagini siano coperte da fitto riserbo, al centro c'è la convenzione per la gestione dello spaccio interna dell'ospedale Chiello di Piazza Armerina che prevedeva un tempo di affido non prorogabile alla scadenza prevista dopo un periodo di sei anni da conteggiare a partire dall'effettivo inizio del servizio.

Come sino ad ora trapelato da una prima ricostruzione dei fatti già tre anni dopo l'avvio effettivo del servizio gli uffici dell'Asp avrebbero avuto modo di accertare tramite verifiche contabili periodiche il mancato pagamento dei canoni da circa 3.000 euro mensili. Verificato il problema era stato inviato in un primo momento alla ditta il sollecito a provvedere al pagamento seguito in un secondo tempo dalla diffida ad eseguire quanto previsto dalla convenzione in tempo stretto. Nei primi mesi del 2017 è scaduta la convenzione per decorrenza naturale del termine stabilito inizialmente ed è stato avviato, su precisa disposizione dell'Asp di Enna, preceduto dalle comunicazioni di rito, il percorso di restituzione dei locali, nei quali, da ulteriori indiscrezioni, non sarebbero stati più trovati alcuni beni ed attrezzature sebbene queste sarebbero dovute essere acquisite a titolo gratuito dall'Asp secondo quanto stabilito nella convenzione. L'Asp di Enna, adesso tornata ad avere in sua disponibilità il bene che era stato occupato dalla ditta che aveva avuto il servizio in affidamento temporaneo, aveva inoltre provveduto anche a richieste stragiudiziali dei canoni mensili non corrisposti ed aveva esplicitamente indicato l'intenzione ad agire legalmente a tutela degli interessi patrimoniali dell'azienda, per tornare in possesso di quanto spettava anche in relazione ad eventuali danni subiti.

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