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A Piazza Armerina si spera che Filippo Calcagno torni a casa

A Piazza Armerina si spera che Filippo Calcagno torni a casa

A Piazza Armerina si spera che Filippo Calcagno torni a casa

PIAZZA ARMERINA  - “Seguiamo con trepidazione le notizie che arrivano dalla Libia ma non abbiamo ancora alcuna notizia ufficiale sulle sorti del nostro concittadino”. Lo dice Filippo Miroddi, sindaco di Piazza Armerina, il paese d’origine del tecnico della Bonattti, Filippo Calcagno, 65 anni rapito lo scorso luglio in Libia assieme ad altri tre colleghi due dei quali sarebbero stati uccisi, usati come scudi umani dai jihadisti dell’Isis.

 


A Piazza Armerina risiede la famiglia del tecnico, sposato e padre di due figlie. Anche loro non sarebbero stati contattati dalla Farnesina e hanno preferito per ora non avere contatti con i giornalisti in attesa di avere notizie più certe. “Ci auguriamo che questa vicenda finisca nel migliore dei modi e che Filippo faccia ritorno presto a casa. Tutta la comunità armerina lo aspetta” conclude il sindaco che mantiene il riserbo raccomandatogli dalla Farnesina sul caso.

 

Filippo Calcagno, il più anziano dei quattro sequestrati in Libia, ha lavorato diversi anni all’estero prima con l’Eni poi con la Bonatti.

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