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La musica “avvolgente” del sound artist palermitano Hatori Yumi al BOCS di Catania

Sabato 28 ottobre al Box Of Contemporary Space di via Grimaldi la performance “White Suspension”

La musica “avvolgente” del sound artist palermitano Hatori Yumi al BOCS di Catania

CATANIA - Se siete deboli di cuore, passate avanti, leggete ma, soprattutto, ascoltate altro e, sabato 28 ottobre, tenetevi a debita distanza dal Bocs, Box Of Contemporary Space di via Grimaldi, dove è tutto pronto per “White Suspension”, la performance del sound artist palermitano Hatori Yumi. Due gli appuntamenti, il primo alle 18 e il secondo alle 20. White Suspension si esprime nell'ambito della sound performance curata da Mike Watson, saggista e critico, prodotta in collaborazione con N38E13. Si tratta di un più ampio progetto che prevede una ricerca del sound in tutta Italia, per espandersi, successivamente, anche oltre confine, ricreando la stessa esperienza, ma arricchita dai vari momenti “live”, in diversi territori e contesti sociali.

Hatori Yumi, vero nome Fabio Lattuca, classe 1984, vive e lavora a Palermo. Ha studiato Storia della Musica e si è laureato con una tesi sulla "Struttura sonora dei Bacchants di Euripide". La sua tesi di laurea (Paesaggio sonoro e "nuovi media") indaga le possibilità di interazione tra soundscapes e nuove tecnologie. La sua esperienza in ambito musicale lo vuole anche apprezzato bassista e chitarrista in vari generi, passando dal noise-rock all'elettro-punk, prima di acquistare un midi-controller e dedicarsi alla musica elettronica.

In White Suspension, Hatori Yumi, avvolge l’ambiente in un “rumore bianco” attraverso il coinvolgimento del pubblico in un’”esperienza multisensoriale intensa”; come sempre l’artista utilizzerà una combinazione di luce e suoni per creare un'esperienza audiovisiva avvolgente volta a offrire una visione più ampia dello spazio in cui essa si svolge.

“L'intensità creata dalla miscela di frammenti di suoni e di luce stroboscopica – spiega l'artista - mira sia a bloccare che a liberare, ma soprattutto a offrire un'esperienza unica che ogni spettatore vive individualmente e quindi in modo personale”.

Nume tutelare di questa performance, Mike Watson, teorico d’arte e critico, la cui attività si concentra principalmente sul rapporto tra arte e politica. “Hatori Yumi – spiega Mike Watson - mira a ritornare alla pratica artistica che interroga e libera, attraverso la sincopazione e la dissonanza e il contrasto della luce e del buio; il paesaggio sonoro creato, a volte armonioso, a volte al contrario quasi oppressivo crea un momento di tensione in cui il divario tra pubblico e opera d'arte è eliminato nel momento stesso in cui suono e luce definiscono i confini del corpo”.

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