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A Ficarazzi si celebra l'arancino, simbolo culturale e gastronomico della Sicilia

A Ficarazzi si celebra l'arancino, simbolo culturale e gastronomico della Sicilia

ACI CASTELLO - Il passeggio vespertino e notturno per le vie dei nostri paesi è  una consuetudine pressocché irrinunciabile, in particolare quando il clima gradevole invoglia a rimanere fuori casa a gustarsi le splendide serate siciliane. Ad una certa ora, la fame inizia a farsi sentire e qualcosa si deve fare per porre rimedio e allora fra le prelibatezze più richieste l’arancino diventa il numero uno. Ma non è solo un fatto… gastronomico, è anche… culturale perché quando si gusta un arancino, si tiene in mano una sorta di fusione di tutte le culture che hanno dominato la Sicilia nei secoli passati: gli arabi che hanno portato il riso, oltre che lo zafferano che qualcuno aggiunge al riso stesso, gli spagnoli che hanno introdotto il pomodoro, portato nella penisola iberica da Cristoforo Colombo al suo ritorno dalle Americhe, i francesi per il ragù, che ne costituisce il cuore, e la cultura greca, che ci ha dato il formaggio canestrato fresco, ormai sostituito da formaggi più facilmente reperibili.

 

Ebbene, da quindici anni Ficarazzi, frazione collinare di Aci Castello con una meravigliosa vista sulla Riviera dei Ciclopo, ha scelto di celebrarlo con una sagra “gastronomico-culturale”. Quest’anno dall’8 all’11 settembre gli arancini di tutti i gusti possibili e immaginabili “popolano” piazza Giovanni XXIII su iniziativa de “L’isola che non c’è”. Ne parlano tutti.

 

Anche Rai Uno l’anno scorso ha dedicato un servizio nel programma a tema “Festa Italiana”. A destare maggior interesse a livello nazionale anche la disputa sul nome di questa specialità. Infatti nella parte occidentale della nostra isola questo pezzo di tavola calda è conosciuto con il nome di arancina, perché simile per colore e per forma all’arancia. Nella parte orientale può avere anche forma conica e per questo viene chiamato al maschile.

 

Maschio o femmina che sia, questo alimento ci è invidiato da tutto il mondo, e nel corso degli anni i cuochi della sagra lo hanno voluto esaltare introducendo gusti sempre più particolari. Ai classici ragù, burro e norma si sono infatti aggiunti nelle ultime edizioni anche i gusti pistacchio, funghi, pesto, pollo, vegetariano, tonno, salsa rosa, polpo, nero di seppia, nutella, e tanti altri ancora.

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