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Vanessa Gravina allo Stabile di Catania con “Le serve”: «Una favola che diventa ossessione»

L'attrice racconta la sua “madame” ma anche le sue origini siciliane

Vanessa Gravina allo Stabile di Catania con “Le serve”: «Una favola che diventa ossessione»

L'attrice Vanessa Gravina, milanese di nascita, romana d'adozione ma con origini siciliane

PALERMO - A sei mesi è stata diretta dai fratelli Taviani in un Carosello tv, da quel lontano spot non si è più fermata. Vanessa Gravina, 42 anni, milanese ma romana d’adozione, è la protagonista, assieme a Anna Bonaiuto e Manuela Mandracchia, de “Le serve” di Genet, spettacolo coprodotto dal Teatro Biondo di Palermo e dallo Stabile di Catania (dal 20 al 30 dicembre sarà in scena al Teatro Verga) dove interpreta una Madame sofisticata, candida e feroce.

 

Com’è la sua Madame?

“Una padrona sontuosa forte ma insicura, donna invidiata e desiderata, consapevole del suo status di superiorità. Lo spettacolo è una favola che diventa un rituale ossessivo, una cerimonia che celebra la dipendenza, l’odio, l’invidia, la sensualità della violenza e l’interscambiabilità dei ruoli”.


 

Mi sembra abbastanza attuale.

“Si. Ci sono due cameriere, Solange (Anna Bonaiuto)e Claire ( Manuela Mandracchia), frustrate e sfruttate che vivono un rapporto di amore-odio con la loro padrona. In assenza della Madame, si divertono ad imitarla e come bimbe perverse finiscono col precipitare in un pericoloso dualismo che le trasforma da “vittime” a “carnefici”.


 

E’ un periodo positivo per lei..

“Sono molto contenta di questo nuovo spettacolo, i miei nonni erano siciliani, amo tantissimo la vostra isola non soltanto perché mi sento attratta dalle bellezze culturali e dal mare, ma anche per la determinazione e la forza che sento di avere ereditato dalla mia famiglia. “Le serve” è una coproduzione siciliana, un testo impegnativo che mette in evidenza, in modo straordinario, la sovrapposizione dei “ruoli”. Un continuo ribaltamento fra essere e apparire, immaginario e realtà. Sto vivendo la stagione della maturità sia nel lavoro che in famiglia..sì direi che è un momento positivo”


 

Come riesce a dividersi fra tourneè teatrali e gli affetti familiari?

“Non è facile. Il lavoro assorbe parecchie energie ma al tempo stesso le gratificazioni professionali moltiplicano la voglia di essere sempre positiva e meno ansiosa. Nonostante gli impegni non trascuro la famiglia, sono sposata da appena un anno”.


 

Che tipo è Domenico, suo marito?

“Una persona unica, sempre disponibile, riesce a sdrammatizzare anche le situazioni più difficili. Dopo dieci anni di convivenza con l’attore Edoardo (Siravo), ho trovato grazie a Domenico(Pimpinella) un equilibrio e una grande forza d’animo”.


 

Da quando a sei mesi ha debuttato in tv diretta dai fratelli Taviani per una pubblicità della Plasmon non si è più fermata. Tra cinema, teatro e televisione ha ricoperto i ruoli più svariati. Che ricordo ha degli inizi?

“Da bambina facevo le imitazioni in casa, arrivavano gli amici di mia madre e di mio padre e li coinvolgevo nel mio grande divertimento. Da lì è partito tutto, e così la voglia di interpretare la realtà che era un gioco è diventata un lavoro. A sette anni ero in radio, poi al cinema e in tv con “Colpo di fulmine”, accanto a Jerry Calà, e La Piovra 4 e 5 con Michele Placido e Remo Girone. Ogni età ha avuto dei risvolti privati e professionali diversi, ricordo il passaggio difficile dall’adolescenza alla maggiore età, la continua presenza di mia madre accanto a me”.


 

Il successo le ha tolto qualcosa?

“Forse sì ma non me ne sono neanche accorta. Probabilmente ero così tanto abituata a vivere in un mondo professionale fatto di stimoli, lavoro e continuità che tutto il resto non lo guardavo neanche”.


 

Come ha superato i momenti difficili?

“Con grande forza d’animo, con il carattere tosto e determinato che mi ritrovo. Il nostro non è un ambiente facile, ci sono stati periodi in cui tutto sembrava più complicato, li ho superati grazie agli affetti e alla voglia di non mollare”.


 

La bellezza l’ha mai ossessionata?

“Assolutamente no. Se nel nostro mestiere non hai talento non vai avanti, la bellezza l’ho sempre vissuta come una grande compagna di viaggio, insieme abbiamo fatto un percorso artistico importante, ma soprattutto a teatro sono le qualità e le peculiarità dell’attore che fanno la differenza”.


 

Com’è Vanessa nel privato?

“Una donna semplice ma al tempo stesso elegante. Mi piace la buona compagnia, il mare e i gatti. Non sono affatto narcisista, odio le fotografie e i selfie, Quando posso vado a fare boxe, un modo per scaricare le tensioni e tenermi in forma”.


 

Il teatro è un’arte cui ha fatto spesso ritorno ultimamente quando la rivedremo in tv?

“Il teatro è rimasto un luogo dove si possono fare le cose in cui crediamo, slegati dai meccanismi di marketing che spesso influiscono sulle scelte artistiche. In questo periodo sto finendo di girare “Furore 2 – Il vento della speranza” dove ho ritrovato grandi attori come per esempio Remo Girone. Interpreto una donna misteriosa che nasconde un grande segreto e sono invecchiata di 15 anni. Andrà in onda su Canale 5 nella prossima stagione”.


 

La sua migliore amica?

“Si chiama Valeria, è una neuropsichiatra, una donna eccezionale sulla quale so di potere contare in qualsiasi momento. E’ venuta a vedere la prima de “Le serve” a Palermo, quando gli impegni di lavoro lo permettono passiamo insieme i momenti di svago”.


 

Ha lavorato parecchio anche in Francia. Ci tornerà?

“Ho vissuto a Parigi, lì si sta bene ma fa parecchio freddo e si mangia male. La verità è che sono troppo legata all’Italia e a Roma, nonostante sia nata a Milano, il nostro è un paese straordinario per tradizioni, cultura e per le grandi potenzialità che purtroppo non sempre riesce ad esprimere”.

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