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Se la Storia è scritta su un ventaglio

Fino all'8 gennaio la mostra «Antiquamente» nella Sala delle grida alla Camera di Commercio di Catania

Se la Storia è scritta su un ventaglio

È il 2 marzo 1909, l’élite culturale catanese rende omaggio a Giuseppe Giuliano, fondatore del “Circolo Bellini”. E lo fa cristallizzando firme e dediche su un ventaglio, che dispiegandosi, svela un mondo fatto di relazioni artistiche letterarie e politiche: scrittori, poeti, pittori e saggisti che animavano la vita culturale della città all’alba del XX secolo. L’accessorio – proveniente dal “Museo del Ventaglio” di Palermo, ideato da Giulio Torta – è esposto in questi giorni alla mostra “Antiquamente”, visitabile nella Sala delle Grida della Camera di Commercio, con ingresso libero, fino all’8 gennaio.

A illustrare la storia e le curiosità legate all’oggetto è Giacomo La Rosa, perito d’arte e curatore della mostra: «Il Circolo Bellini fu fondato nel 1876, dopo la traslazione della salma del Cigno da Puteaux a Catania, da Giuseppe Giuliano musicofilo venticinquenne e collaboratore di numerose riviste specializzate italiane, non soltanto per divulgare la conoscenza delle opere di Bellini ma anche per riunire in un unico sodalizio tutti gli artisti e i letterati catanesi. E questo ventaglio – spiega ancora La Rosa – è la prova che riuscì nel suo intento: Federico De Roberto, Luigi Capuana, il pittore Giuseppe Sciuti, il sindaco di Catania e parlamentare del Regno Giuseppe De Felice Giuffrida, il poeta Mario Rapisardi, i pittori Filippo Liardo, Rocco Lentini e Michele Rapisardi, il drammaturgo e senatore Giovanni Alfredo Cesareo, sono solo alcuni dei nomi autografati. Troviamo anche Edmondo De Amicis, l’autore del “Cuore” tra le firme vergate, e ancora il principe Paternò Castello, il poeta Gaetano Ardizzoni e il critico letterario Tommaso Cannizzaro. La lista continua ancora ma mi fermo a Natale Attanasio, pittore scenografo e illustratore catanese. La valenza culturale dell’oggetto risiede in primo luogo nella testimonianza dell’incontro intellettuale, ma soprattutto spirituale, che avveniva tra queste personalità in seno ai “salotti” dell’epoca: un particolare momento storico in cui a Catania l’estro e le qualità morali degli esponenti della classe dirigente spesso convergevano, contrariamente a quello che avviene oggi».

Sentimenti ispirati dalla libertà che solo nell’arte trova pienezza, come emerge dalla dedica di Luigi Capuana: «Non tale ancor da ricercare con tanta fatica, in fondo alla memoria, il caro della mia verde età lontan ricordo, quando ribelle – che perenne è questa vicenda di ardimento e di conquista, di inutili battaglie e di non meno inutili vittorie onde si lesse. L’eterna istoria di nostra arte quando ribelle anch’io…».

La mostra collaterale dei ventagli (dal Settecento fino ai primi del Novecento) completa il percorso espositivo di opere d’arte e antiquariato - a partire dalle opere del Quattrocento in “fondo oro” fino all’arte moderna dei dipinti di Mirò, Klee e De Chirico - organizzato da “Antiquaria” La Rosa e voluto dalla Camera di Commercio di Catania: “Antiquamente si inserisce anche quest’anno nel panorama dell’offerta e della promozione culturale della Città metropolitana di Catania durante il periodo delle festività natalizie.

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