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Star in fuga dai social

Selena Gomez «In clinica per colpa di Instagram» Ma molti tornano per vanità e soldi

Star in fuga dai social

A seguirla, a spiarla, erano ormai 113 milioni di followers. Troppi forse anche per una star di 24 anni come lei. Così ha deciso di disintossicarsi dai social: «Noi ragazze veniamo educate a essere forti, ma abbiamo anche bisogno di sentirci autorizzate a cadere a pezzi». L’ex bambina prodigio per scoprirlo ha dovuto staccare la spina. Sparire dai riflettori, dai social, interrompere il tour e andare in rehab per tre mesi, dopo che le era stato diagnosticato il lupus (malattia autoimmune, nda). «La mia autostima era annientata. Ero depressa, ansiosa. Ho iniziato ad avere attacchi di panico prima di salire sul palco. In pratica sentivo come se non fossi brava abbastanza, che non fossi capace». Il ricovero l’ha salvata: «La terapia mi ha cambiato la vita. È stata una delle cose più difficili che abbia mai fatto, ma anche la migliore in assoluto».

In un mondo in cui la popolarità si misura in click e views sui social network, Selena Gomez non è la prima a decidere di abbandonare Facebook, Twitter, Instagram e affini per riappropriarsi della propria vita. C’è chi ha abusato del proprio lato social e chi, semplicemente, vuole prendersi una pausa. Spesso, però, la dipendenza dai social network è più subdola del previsto e molti finiscono con il tornare sui propri passi, non potendo fare a meno di quella piccola notifica rossa in alto, del cuoricino o del retweet.

Kendall Jenner ha lasciato Instagram il 13 novembre scorso «per prendersi una pausa», dato che era la prima cosa che anche lei vedeva appena sveglia e l’ultima prima di addormentarsi. È durata poco però e giorni fa è tornata a postare un video piuttosto sexy sul suo profilo. La modella ventunenne vanta ben 70 milioni di followers. Il 6 agosto 2016 è una data che tante “beliebers” non dimenticheranno facilmente. Quella dell’addio a Instagram da parte di Justin Bieber, che per adesso non ha intenzione di tornare sui suoi passi. Demi Lovato è tra quelle che ci hanno ripensato subito. Nel giugno dello scorso anno ha annunciato di lasciare sia Twitter sia Instagram, ma il giorno dopo era di nuovo a twittare come se nulla fosse successo. Rihanna ha lasciato Instagram nel 2014, improvvisamente. Secondo molti si trattò di un errore del social che le disattivò l’account. Sta di fatto che “Riri” tornò, ma solo sei mesi dopo. Anche perché i social, per molte star, sono una fonte di guadagno, talvolta non secondaria.

Essena O’Neill, modella australiana di 18 anni, aveva raggiunto 500.000 seguaci su Instagram, e dall’ultimo anno di superiori guadagnava circa 2mila dollari al mese. «Avevo tutto ciò che volevo» ricorda. Poi, un giorno, ha scritto sul suo nuovo sito: “Tutto questo mi sta soffocando”. Essena ha quindi cancellato quasi tutti i suoi profili social, limitando l’uso di Instagram e di Youtube, «a scopo educativo». Il suo obiettivo? Mostrare quanto false siano le immagini che vediamo ogni giorno. Come il ritratto da record di Selena Gomez: fissa l’obiettivo e intanto beve da una bottiglia di Coca-Cola, che riporta il testo di una delle sue canzoni, Me and the Rhythm. Quell’immagine ha ottenuto 5,7 milioni di “like” e 221.559 utenti l’hanno commentata. Chissà se si sono accorti che il post è stato modificato, con l’aggiunta di un hashtag: la “parola chiave” accanto al cancelletto è “ad”, e sta per advertising, pubblicità. Significa che Gomez è una testimonial di Coca-Cola, e che quello scatto è stato commissionato e retribuito lautamente.

Ogni giorno su Instagram - che è nato nell’ottobre del 2010 e dalla primavera del 2012 fa parte della famiglia di Facebook, acquistata per un miliardo di dollari - vengono pubblicati 95 milioni di foto e video, che ricevono in media 4,2 miliardi di “like”, da parte di oltre 300 milioni di utenti (sono quelli attivi quotidianamente sul social network, mentre oltre mezzo miliardo di persone si connettono almeno una volta al mese): non è possibile sapere quante tra queste foto sia in realtà pubblicità mascherata, ma è certo che la pratica ha attirato l’attenzione di coloro che si occupano di tutela del consumatore.

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