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Regionali, caos a Sinistra, Crocetta vola a Roma e vede Renzi

Pisapia valuta ma Mdp non vuole Micari. Ira Pd: vogliono dividere

Ha sempre chiesto le primarie e non ha mai digerito altre soluzioni. All’indomani dell’ok del Pd alla candidatura del rettore Fabrizio Micari alle regionali di novembre, il governatore uscente Rosario Crocetta è volato a Roma per incontrare Matteo Renzi.

Per conoscere l’esito dell’incontro bisognerà probabilmente aspettare la conferenza stampa già annunciata dal governatore per domani, a Palermo. In casa dem resta da capire cosa farà a questo punto Crocetta, che punta a un secondo mandato ed è già in campagna elettorale, con il Megafono, la creatura politica da lui creata cinque anni fa.

Ma a sinistra regnano le divisioni, tra dialoghi interrotti e rumours incontrollabili. Al punto che Campo progressista ha scelto di intervenire con una nota che ben rende quanto complessa sia la situazione siciliana e quali potrebbero essere le ripercussioni a livello nazionale.

«Alla luce di ricostruzioni e congetture pubblicate in questi giorni su vari media in merito alle prossime elezioni siciliane, Campo Progressista e Giuliano Pisapia sottolineano - si legge nella nota - che in questi giorni stanno valutando la situazione e tutte le ipotesi in campo e che nessuna decisione è stata già presa».

Ci vorrà quindi ancora tempo per capire lo stato delle relazioni tra Pisapia e Mdp. Intanto il Pd va al contrattacco e con il vicesegretario Martina fa intendere come la mossa di Mdp in Sicilia sia l’antipasto di quanto succederà alle politiche: "Credo che Mdp stia perdendo una grande occasione: alla prova dei fatti anziché unire hanno diviso, e questa è una responsabilità che è risultata incomprensibile non solo al Pd ma agli occhi di tanti», ha spiegato rivolgendosi a Pisapia.

Sul versante opposto il centrodestra si prende qualche vantaggio, ritrovando l’unità a nove settimane e mezzo dal voto e si ricompatta sul nome di Nello Musumeci, con un ticket tra il leader del movimento #DiventeràBellissima e l’avvocato Gaetano Armao, fondatore del movimento Siciliani Indignati, molto gradito a Silvio Berlusconi, già assessore ai Beni culturali prima e al Bilancio poi nei governi di Raffaele Lombardo.

A mancare è solo il timbro dell’ufficialità, da limare resta ancora qualche dettaglio, anche se il leader azzurro Gianfranco Micciché «considera chiuso» l’accordo, convinto com'è, che per evitare di replicare lo stesso errore di cinque anni fa, quando il centrodestra si presentò diviso, «questa è la strada giusta». In attesa del via libera definitivo all’intesa - che dovrebbe arrivare dopo un ultimo giro di telefonate tra Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni - il candidato in pectore preferisce non parlare e rimanda tutto a una conferenza stampa che dovrebbe svolgersi entro questa settimana all’Ars. Da ieri nel mosaico delle candidature c'è un tassello in più: al candidato del M5s Giancarlo Cancelleri, che da tempo è in campagna elettorale e ieri ha chiuso il tour estivo con Di Maio e Di Battista, si aggiunge il rettore dell’ateneo palermitano Fabrizio Micari, pronto a correre per palazzo d’Orleans sostenuto da Pd, Ap e Leoluca Orlando, suo sponsor principale, che fino all’ultimo ha cercato una mediazione, poi fallita, con i bersaniani Mdp-Art 1 e Sinistra Italiana, indisponibili a sostenere lo stesso candidato di Angelino Alfano.

A sfidare Micari per Si e Mdp potrebbe essere Claudio Fava, vice presidente della commissione Antimafia, ma tra i nomi circolati in questi giorni c'è pure quello del giornalista Corradino Mineo. Il nodo sarà sciolto domenica, quando si terrà l'assemblea regionale di Si che dovrebbe rendere noto il nome del candidato.

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