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Trasporti aerei, boom di passeggeri in Sicilia ma, per l'isola, tariffe proibitive

Agevolazioni zero per chi si sposta dall'isola. Nonostante le promesse, ancora niente continuità territoriale

Trasporti aerei, boom di passeggeri in Sicilia ma per l'isola tariffe proibitive

Per motivi di lavoro tre giorni giorni fa due avvocati sono stati convocati a Milano per giorno 14 (domani), per l’interrogatorio di un loro assistito. La segretaria cerca i voli disponibili, trova due posti Alitalia, unica soluzione per le esigenze dei legali. Partenza ore 9.40, ritorno ore 18.35. Costo globale 1.118,12 euro. Commenti?

E qualcuno dirà, sbagliando: beh, sono professionisti, possono pagare. Facciamo finta di non aver sentito e andiamo avanti. Il 19 settembre Eleonora tornerà a studiare all’Università a Padova, secondo anno, Statistica. Ha potuto prenotare solo ieri il biglietto, Palermo-Venezia, perché aspettava la risposta della padrona di casa che stata restaurando la casa affittata a quattro studenti, tra cui Eleonora. C’è solo Volotea, costa 407 euro. Sola andata. Provare su Venezia? Stessa tariffa.

Inutile dire che questo è il momento del ritorno al Nord per migliaia di ragazzi siciliani. Piero studia a Pisa, parte anche lui il 19 settembre, data quasi scontata perché segna la fine delle vacanze universitarie in linea di massima. Ha prenotato con Ryanair il Catania-Pisa: 131.52, che, a ‘sto punto, sembra quasi un prezzo low cost. Più o meno come i 156,25 spesi da Laura per un Catania-Torino, sempre con la compagnia irlandese, per andare a Torino a studiare al Politecnico.

E’ sempre così, per acciuffare prezzi competitivi dovresti prenotare abbondantemente per tempo. Ma questo può accadere solo se riesci a programmare una vacanza, se il Tribunale ti fissa un’udienza, come capita effettivamente, mesi prima, e poi non c’è un rinvio (frequentissimo). Ma qua siamo alla Sicilia ostaggio delle tariffe aeree, ancora. Eppure siamo quaggiù da una vita e tutto il resto è lassù. Lavoro. Studio. Salute. Senza stupidi vittimismi, diciamo che la mobilità è naturale, non è la sindrome da immigrazione che fa male. E’ la certezza dell’abbandono.

Patrizia ha un figlio di tre anni che non sta bene. Dopo numerose visite a Ragusa, dove vive, ha deciso di prenotare una visita al Gaslini di Genova, centro pediatrico di eccellenza, riconosciuto a livello internazionale. Dunque è normale che Patrizia ci abbia pensato. Ma è normale che per raggiungere Genova da Catania il 23 ottobre e tornare il 25, dopo avere completato le visite, Patrizia debba sborsare per lei e per il bimbo 436,14 euro con Alitalia? L’alternativa? Volotea. Costo? 324 euro, che è un risparmio di un centinaio di euro, ma non proprio una tariffa economica. Soprattutto se sommiamo due notti d’albergo per Patrizia e il bimbo, un paio di ristoranti, i taxi.

Si dirà (e ha detto il ministro Delrio non più di due mesi fa): «Le rotte che non hanno carattere di continuità territoriale sono rotte gestite in regime di libero mercato e, pertanto, le tariffe sono stabilite dai vettori in base a logiche imprenditoriali, come previsto dall'Unione europea e dal regolamento del 2008». Quindi siamo vittime del mercato, del libero mercato. Peccato che questa storia della continuità territoriale sia un diritto negato alla Sicilia. Peccato che anche lo stesso Delrio, che pure sta facendo bene il ministro di un comparto assai complicato, rimandi di anno in anno e di mese in mese, la soluzione. E sempre due mesi fa spiegava ancora Delrio «c'è bisogno di rafforzare la continuità territoriale e di rafforzare i collegamenti garantiti a prezzi calmierati e, quindi, la continuità territoriale che è soggetta agli oneri di servizio pubblico e, quindi, la possibilità di dare a residenti e a non residenti l'opportunità di volare più frequentemente con voli a prezzi accessibili». Già, quando? Presto, ha detto Delrio anche a noi in una recente intervista e rispondendo ad un question time in Parlamento: «Dal maggio scorso abbiamo avviato i lavori della conferenza per definire il nuovo regime di continuità territoriale».

Aspettiamo. Nel frattempo proviamo a prenotare un Catania-Londra-Catania con Alitalia. Sul sito della compagnia di bandiera ci danno un’andata (via Roma) lunedì 11 dicembre partenza 10.30 arrivo alle 16 a Heathrow con 59,43. euro. Ottimo. E il ritorno il 16? Con 158,55 si parte all’alba e quindi devi aggiungere almeno 50 pound di taxi. Oppure Alitalia suggerisce partenza alle 20 sempre con 158.55. Good. E arrivo? Alle 10.10. Del giorno dopo. 13 ore e 10 minuti con uno scalo. E pernottamento a Milano. Bah.

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commenti 2
  • David B

    14 Settembre 2017 - 05:05

    Purtroppo le low cost ci hanno abituato a prezzi dei voli assolutamente falsi e fuorvianti solo perché quello che manca sul prezzo dei biglietti lo pagano altri. Si spendono 50€ di taxi per andare in aeroporto e poi si pretende la stessa tariffa per un volo di 2 ore. Se prenotate un frecciarossa milano/salerno si arriva a spendere 250€ in 2 classe a/r ma nessuno si lamenta. L'aereo non è un mezzo economico, per definizione, se costa poco è perchè altri (la collettività alla fine) pagano la differenza

    Rispondi

  • Kla79

    14 Settembre 2017 - 08:08

    E tutto questo quando le Compagnie dette lowcost non ti cancellano il volo,senza darti nessuna alternativa e tu sei costretto a sborsare 650€ per andare da Catania a Torino perché devi necessariamente per un intervento essere li. Vergogna. ..nessun'altra soluzione possibile,treni inesistenti,se devi accompagnare un disabile che altra soluzione hai??

    Rispondi

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